Trump
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Dopo aver definito le misure economiche anti-Covid una vera e propria “disgrazia”, Trump inverte la rotta. Vi sono, però, ritardi

Washington. Niente di nuovo all’orizzonte. Donald Trump inverte la rotta, portandosi dietro conseguenze irreparabili. Dopo la già nota retromarcia sul vaccino anti-Covid, inizialmente ostacolato dall’ex presidente, ora tocca agli aiuti economici per le famiglie americane. Nella giornata di ieri così, il presidente ha deciso di sottoscrivere la misura economica anti-Covid di 900 miliardi, mettendo finalmente fine al ritardo che egli stesso aveva contribuito a creare.

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Un ritardo costato milioni

La nuova misura economica stanzierà miliardi di dollari in aiuto alle famiglie, fondi per piccoli imprenditori, ma anche ospedali e scuole, oltre ad essere utilizzati nella delicata fase della distribuzione del vaccino. L’approvazione è arrivata 48 ore prima della chiusura parziale del Governo. Infatti, qualora la legge non fosse stata sottoscritta, martedì il governo avrebbe dovuto fare i conti con un vero e proprio shutdown. È anche vero, però, che la sottoscrizione è arrivata in ritardo per ben due misure a supporto dei disoccupati, costretti ora ad attendere ulteriormente il contributo economico.

Destinazione: Florida

Il tumulto scatenatosi in questi giorni sarebbe partito proprio da Trump. L’ex presidente, infatti, soltanto pochi giorni prima avrebbe minacciato la Casa Bianca di far appello al suo diritto di veto per bloccare il provvedimento economico. In questa fase critica è stata fondamentale l’intercessione dei deputati che hanno sapientemente mediato l’ostilità dell’ex presidente. Con un volo in prima classe, il documento di 5,593 pagine è così giunto a destinazione, per la precisione in Florida, dove Trump sta attualmente trascorrendo le vacanze natalizie.

Questione di tempo

Dopo interminabili mesi di negoziazione, la legge era stata approvata dal Congresso il 21 Dicembre, con non poche difficoltà tra democratici e repubblicani. Trump però, si era detto contrario a causa dell’ammontare previsto. Secondo l’ex presidente, infatti, 600 dollari sarebbero stati troppo pochi, ne sarebbero serviti almeno 2000 a persona. La richiesta inverosimile era stata però, ostacolata dagli stessi repubblicani. D’altra parte Trump avrebbe proposto il taglio di altri fondi, considerati inutili, ciò però avrebbe richiesto ben 25 giorni per il ricalcolo, tempo che avrebbe largamente colliso con il giorno dell’insediamento del neo-eletto presidente Joe Biden.

L’attesa continua

Il ritardo di Trump avrebbe così contribuito non solo a uno slittamento nell’erogazione dei fondi, ma anche al dimezzamento della somma. Rimane ancora poco chiaro come e quando i contributi verranno erogati, ma con molta probabilità milioni di disoccupati perderanno una settimana di contributi economici, a causa del ritardo orchestrato da Trump e poi ritrattato.

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