Tutto tua madre: testo e significato del nuovo singolo di J-Ax

Tutto tua madre

È uscito oggi, 14 settembre, ”Tutto tua madre” il nuovo singolo del rapper italiano J-Ax che ci racconta la difficoltà di diventare genitori

Tutto tua madre, questo è il nome che J-Ax ha scelto per il singolo che vede il suo ritorno da solista dopo aver concluso la collaborazione con Fedez del progetto ”Comunisti col rolex”.

Per la presentazione di questo brano che anticipa le 5 date di ottobre, per festeggiare i primi 25 anni di carriera, J-Ax ha parlato del tema del concepimento e dei problemi che ancora molte famiglie in Italia hanno e che anche lui ha dovuto affrontare prima di poter diventare padre.

“Ho voluto scrivere un pezzo per le persone che vivono il dramma di voler creare una nuova vita senza riuscirci, situazione in cui, per qualche anno, mi sono trovato anch’io – dice il cantante – In Italia siamo in tantissimi, ma per qualcuno siamo troppi. Dovremmo essere zero. Infatti leggiamo più spesso di iniziative che questo governo vorrebbe prendere contro la fecondazione assistita e tante altre procedure che aiutano decine di migliaia di coppie italiane a creare una famiglia insieme”

Dolce, profondo, intenso. Il brano scorre tra la rabbia di non riuscire ad avere un bambino, la frustrazione dell’impotenza nel vedere tutti i tentativi fallire e la propria donna soffrire e l’amore del figlio appena arrivato.

Il rapper si mette totalmente a nudo in questo singolo, in tutte le sue paure e fallimenti e soprattutto nella gioia per esser finalmente riuscito a diventare padre.

Testo

La vita no, non è uno scherzo ma ha la sua ironia
Io sorridevo per mestiere ma era una bugia
È più che una famiglia io volevo l’anarchia
Ma adesso asciugo tutti con la tua fotografia

avevo perduto fiducia nel mondo
senza nemmeno rendermene conto
il lavoro andava a gonfie vele
La casa una barca che andava giù a fondo
Sai che la mamma aspettava un bambino ma dopo l’ha perso
Io paralizzato come un brutto sogno
Mentre lei piangeva e cadeva in ginocchio

E in quel momento mi si è rotto qualche cosa dentro
per la prima volta mi sono sentito vecchio
Vittima di una fattura una stregoneria
tu hai rotto il sortilegio
Perché sei una magia

Rit:
E ti porterò lontano con la forza di un missile
e ti prenderò per mano
ti porterò a giocare su un prato
E il telefono l’ho buttato
e ho buttato tutte le pare
per fortuna assomigli a tua madre
per fortuna sei tutto tua madre

Quand’è
che ci fate un figlio?
tutti la stessa domanda
Io trattenevo la rabbia
Perché avrei voluto spaccargli la faccia
Avevo perso da mò la speranza
Non sopportavo più tutto quel dramma
Ad avere coraggio ci pensava mamma
tra medicine e le punture in pancia

Messo alle corde anch’io
Pensavo alla religione
Se un figlio è un dono di Dio
Forse questa era la mia punizione
Ma quelli che mi amano
Con il biglietto per il mio spettacolo
Chissà se si immaginano
Che hanno pagato le cure e i dottori che hanno realizzato un miracolo

ora so che dietro il caos c’è un senso più profondo
sei nato a febbraio lo stesso giorno del nonno
mamma incredula temeva che fosse un miraggio
E i primi mesi ti ha tenuto giorno e notte in braccio

Rit:
E ti porterò lontano con la forza di un missile
e ti prenderò per mano
ti porterò a giocare su un prato
E il telefono l’ho buttato
e ho buttato tutte le pare
per fortuna assomigli a tua madre
per fortuna sei tutto tua madre

Da mamma hai preso il nasino
la forma degli occhi e del viso
l’abilità di cambiarmi l’umore soltanto facendo un sorriso
quando non dormi mai fino al mattino
quando fai casino rido perché
la testa dura e la voglia di urlare quelle le hai prese da me
Le hai prese da me

Rit:
E ti porterò lontano con la forza di un missile
e ti prenderò per mano
ti porterò a giocare su un prato
E il telefono l’ho buttato
e ho buttato tutte le pare
per fortuna assomigli a tua madre
per fortuna sei tutto tua madre