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Milan-Atalanta ha un sapore particolare anche ad oltre un anno di distanza dal 5-0 di Bergamo ma la sfida di domani non sarà decisiva

Un anno dopo ancora alla ricerca della vendetta. Sono passati oltre 365 giorni dal 5-0 subito dal Milan a Bergamo e ancora i rossoneri non sono riusciti a prendersi la rivincita di quella che è passata alla storia come una delle umiliazioni più pesanti della storia del Diavolo. Da quel giorno è cambiato tutto e gli scenari si sono completamente ribaltati: il Milan guarda tutti dall’alto verso il basso con il primo posto in classifica e la migliore media punti del 2020 e l’Atalanta invece si trova ad inseguire a distanza. Il match di domani a San Siro sarà importante e indicativo delle ambizioni delle due squadre ma non sarà in alcun modo decisiva.

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Milan-Atalanta sarà il big match simbolo dell’ultima giornata del girone di andata. Arrivati al giro di boa, a prescindere dal risultato per entrambe le squadre ci saranno ancora 19 partite da giocare e quindi il risultato di domani non può in nessun modo essere decisivo soprattutto per il Milan che al fischio finale sarà primo anche in caso di sconfitta. Il match non sarà decisivo anche perché le assenze sono ancora un fattore e il Diavolo, nonostante il recupero di alcune pedine importanti, deve ancora far fronte ad una situazione di emergenza.

I 90 minuti saranno comunque molto importanti soprattutto per l’aspetto psicologico in vista della seconda parte della stagione. Sotto la lente d’ingrandimento ci saranno una serie di duelli molto interessanti: Ibrahimovic vs Zapata, Ilicic vs Leao, Theo vs Gosens, Gollini vs Donnarumma. Tanti piccoli micro-duelli che incideranno sul risultato finale ma il confronto più interessante lo vedremo in panchina con il faccia a faccia Pioli-Gasperini. Due strateghi a confronto, a prevalere sarà quello capace di trovare l’intuizione capace di stravolgere l’equilibrio tattico.

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