Dallo scritto allo schermo: Una serie di sfortunati eventi



Una serie di sfortunati eventi

Di recente rilascio su Netflix, la serie tv “Una serie di sfortunati eventi” ha già riscosso un enorme successo

La serie di libri

Una serie di sfortunati eventi (A Series of Unfortunate Events in originale) è un ciclo di romanzi per ragazzi scritto da Lemony Snicket (pseudonimo di Daniel Handler) ed illustrato da Brett Helquist.
La saga ha venduto complessivamente 55 milioni di copie, riscuotendo un successo tale da far produrre sia una pellicola cinematografica che una serie televisiva prodotta dal sito streaming più famoso del mondo, Netflix.

La serie narra le sfortunate vicende dei tre orfani Violet, Klaus e Sunny Baudelaire che, persi i genitori in un incendio, vengono affidati alle cure del tutore Conte Olaf, il quale si rivela però un personaggio malvagio che vuole impossessarsi del loro vasto patrimonio economico; la fuga dal loro antagonista dà inizio alle peripezie affrontate dai tre fratelli per difendersi e scoprire i misteri collegati alla morte dei genitori, aiutati solo dal loro impegno, dalle doti naturali e dai trigemini Pantano, un altro gruppo di orfani che condivide una storia simile a quella dei Baudelaire.

Il corpus letterario della serie, pubblicato per intero dalla casa editrice Salani, si suddivide in tredici volumi (Un infausto inizio, La stanza delle serpe, La funesta finestra, La sinistra segheria, L’ atroce accademia, L’ascensore ansiogeno, Il vile villaggio, L’ostile ospedale, Il carosello carnivoro, La scivolosa scarpata, L’atro antro, Il penultimo pericolo e La fine) e consta di altri sette volumi spin-off ancora inediti in Italia.

L’autore della serie

Daniel Handler (San Francisco, 28 febbraio 1970) è uno scrittore, sceneggiatore e fisarmonicista statunitense. Dopo essersi doplomato alla Lowell High School, si laurea all’Università di Wesleyan. Sposatosi con Lisa Brown, artista grafica incontrata all’università, vive in una casa vittoriana di San Francisco.

Handler iniziò a scrivere sotto lo pseudonimo di Lemony Snicket nel 1999, su suggerimento di un editore per ragazzi che lesse un suo libro, Basic Eight. Il suo successo arrivò però grazie alla saga de ‘Una Sfortunata Serie di Eventi’.
Snicket, inizialmente narratore della serie, ne divenne in seguito un personaggio rilevante.
I libri di Lemony Snicket sono best seller internazionali, e il tredicesimo libro (ultimo della serie) è uscito nelle librerie venerdì 13 ottobre 2006 in inglese, rispettando il malaugurato significato simbolico del nefasto numero tredici.

La serie tv

È di recente rilascio sul mercato televisivo la serie tv ispirata a questa serie di libri; il 13 gennaio scorso, infatti, Netflix ha rilasciato le otto puntate che compongono la prima stagione.

Una serie di sfortunati eventi
Una serie di sfortunati eventi

A livello narrativo, le puntate corrispondono ai primi quattro libri; ogni libro è raccontato in due puntate, come si evince già da i titoli, che sono identici: The Bad Beginning: Part One e The Bad Beginning: Part Two; The Reptile Room: Part One e The Reptile Room: Part Two; The Wide Window: Part One e The Wide Window: Part Two; The Miserable Mill: Part One e Part Two.
Si tratta, dunque, di una ripartizione perfettamente simmetrica, che permette alle puntate di essere realizzate con completezza, senza la mancanza di alcun elemento rispetto al modo in cui le vicende sono narrate nei libri.

Questa prima stagione ha riscosso fin da subito un enorme successo; dal modo in cui la storia è narrata al cast, passando per le sigle. Tutto è assolutamente perfetto.
Per quanto riguarda la narrazione, come abbiamo già detto, essa è perfettamente in linea con quella dei libri; l’unica variante apportata sta nel fatto che, a chiusura della puntata che conclude un libro, viene anticipato, tramite una breve scena, ciò che succederà nell’episodio successivo. È ovvio che si tratta di un espediente per attirare il pubblico, che ha una sua efficacia televisiva; in ogni caso, esso non lede alla trama, né sgonfia l’effetto sorpresa.

I toni utilizzati sono perfettamente in linea con lo spirito della storia, ironicamente tragica; viene fuori una comicità giusta, che non sfocia nel grottesco e che non è stucchevole. Elemento sorpresa della serie tv è il punto di vista della storia: la vicenda dei fratelli Baudelaire è raccontata, infatti, dall’autore dei libri, un autore onniscente, che con puntualità e precisione dialoga con gli spettatori in diverse parti degli episodi, “mettendoci la faccia” e rendendo il tutto semirealistico, quasi a mo’ di documentario.

Per quanto riguarda il cast, grandi nomi figurano al suo interno: Neil Patrick Harris, Malina Weissman, Cobie Smulders, Will Johnson, Sara Canning, K. Todd Freeman, Catherine O’Hara, Joan Cusack, Patrick Warburton. Una lista di nomi che è una garanzia. Recitazioni perfette e impeccabili, nient’altro da aggiungere.
Veniamo ora alle sigle. Sì, avete letto bene, LE sigle. Ve ne sono quattro, una ogni doppietta di episodi; perché, in una serie dove nulla è lasciato al caso, anche la sigla contribuisce a creare armonia nella storia, sottolineando in maniera armonica il passaggio da una vicenda all’altra.
Il successo della serie in così poco tempo che pare che essa sia già stata riconfermata. Noi, dal canto nostro, non possiamo che esserne felici.

Il film

Come tutti saprete, questa non è la prima trasposizione sullo schermo, per “Una serie sfortunata di eventi”; nel 2004, era stato portato nelle sale cinematografiche l’omonimo film, per la regia di Brad Silberling e con protagonista il talentuosissimo Jim Carrey. A differenza della serie tv, il film copre solo i primi tre libri e presenta delle differenze a livello di trama. Comunque, anche il film, a suo tempo, riscosse un enorme successo e fu insignito di una serie di riconoscimenti. Purtroppo però, non ne fu realizzato un seguito.

Articolo a cura di

Ilaria Orzo

Giovanni Morese

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