Johnson&Johnson, coronavirus

Un team di ricerca dell’Università di Birmingham dimostra che ritardare a tre mesi la seconda dose di vaccino Pfizer incrementa le risposte anticorpali

Somministrare la seconda dose del vaccino anti Covid Pfizer produce vantaggi a livello immunitario. Infatti, riceverla a tre mesi dalla prima incrementa la concentrazione di anticorpi contro la proteina S o Spike. L’aumento delle immunoglobuline neutralizzanti, infatti, può essere fino a 3,5 vote superiore rispetto a quello scaturito dal richiamo a 21 giorni. Inoltre, anche il vaccino Vaxzevria di AstraZeneca, se somministrati in “ritardo” hanno determinato una maggiore risposta anticorpale. Questi dati sono stati raccolti dall’esperienza vaccinale di anziani britannici, dopo la decisione del Regno Unito di estendere il tempo del richiamo. Tale scelta consentirà a più persone di ricevere almeno la prima dose.

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Alla base della decisione di ritardare il richiamo di 12 settimane c’è lo studio di un team di ricercare dell’Università di Birmingham in stretta collaborazione col Coronavirus Immunology Consortium del Regno Unito. UK Research and Innovation (UKRI), National Institute for Health Research (NIHR) e British Society for Immunology hanno sostenuto l’indagine. Quest’ultima ha coinvolto un campione di 175 persone di età superiore a 80 anni (tutte indipendenti). Fra queste, 99 avevano ricevuto la seconda dose del BNT162b2/Tozinameran (nome commerciale Comirnaty) a 3 settimane dalla prima e 73 a 12 settimane (3 mesi).

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