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Immagine da Pixabay

Una valanga a Sestriere ha travolto e ucciso Cala Cimenti, volto noto dell’alpinismo. Era in escursione insieme all’amico Patrick Negro

L’ennesima tragedia d’inverno. L’ennesima morte avvenuta per inseguire una grande ed impegnativa passione: la montagna. Carlalberto Cimenti, meglio conosciuto come Cala, nel pomeriggio di ieri è stato travolto ed ucciso da una valanga a Sestriere. Insieme a lui, l’amico di scalate Patrick Negro, di Pragelato. Il soccorso alpino, allertato dai carabinieri, ha immediatamente attivato la macchina di soccorso; ma nulla è stato possibile.

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La dinamica

Nel pomeriggio di ieri, lunedì, le due vittime non hanno fatto rientro a casa e i familiari hanno immediatamente allertato i carabinieri. Questi hanno quindi comunicato l’accaduto al soccorso alpino che ha messo in moto la macchina di soccorso. Un elisoccorso si è recato sul luogo della valanga e lì ha rilasciato la Squadra del Soccorso Alpino Civile e quella della Guardia di Finanza, insieme alle unità cinofile. Grazie ai dispositivi Artva (Apparecchio per la Ricerca del Travolto da Valanga), che i due alpinisti indossavano, i soccorritori sono riusciti ad individuare i corpi che sono stati successivamente disseppelliti da oltre due metri di neve e trasportati a valle.

Chi era Cala Cimenti

Cala Cimenti era una leggende del mondo alpinistico. Nel corso degli anni ha scalato le principali vette dell’Himalaya, ha conquistato la vetta del Nanga Parbat, nel Karakorum pakistano e ha dedicato questo traguardo a sua moglie, alla quale aveva chiesto di sposarlo a 6000 metri d’altezza. Inoltre Cimenti si è anche distinto per le imprese eroiche: scalando la vetta del Gasherbrum VII insieme al compagno Francesco Cassardo, quest’ultimo, in fase di discesa, è scivolato per oltre 200 metri. Cimenti l’ha raggiunto, soccorso e vegliato sino all’arrivo dei soccorritori. Durante la sua ultima impresa, tra i monti di casa, a Sestriere, una valanga ha purtroppo messo fine al quella vita dedicata alla montagna.

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