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Guida alla verifica delle Partite IVA, come controllare la propria attività e richiedere il contributo a fondo perduto per il 2021

Effettuare la verifica della Partita Iva non è mai stato così facile, per controllare la propria attività e i relativi proventi infatti bastano pochi clic. La procedura infatti è molto semplice e può essere eseguita per controllare le Partite IVA italiane, quelle appartenenti alla Comunità Economica europea oppure quelle internazionali. Ecco come fare.

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Come verificare le Partite Iva e quando farlo

La verifica delle Partite IVA sul territorio nazionale consente di effettuare, in maniera semplice e veloce, un primo controllo su un’Azienda, e i dati del suo Titolare. Andare a verificare una Partita Iva comunitaria o extracomunitaria invece si rivela essere di vitale importanza nel momento in cui si intendano avviare rapporti o trattative commerciali, con Aziende estere. In questa maniera potremo verificarne l’autentica iscrizione al VIES.

Il controllo della Partita Iva può essere effettuato seguendo diverse modalità, vediamole nel dettaglio.

Controllo della Partita IVA attraverso Agenzia delle Entrate

Agenzia Delle Entrate
Immagine da sito ufficiale

Per avviare la procedura di controllo basterà recarsi sull’apposito portale sul sito dell’Agenzia dell’Entrata al seguente link. Da qui basterà accedere alla pagina “Verifica Partita IVA” a questo punto basterà digitare all’interno del riquadro la partita Iva che vogliamo controllare. In seguito appariranno le seguenti informazioni:

  • Stato: se la partita Iva è attiva, sospesa o cessata
  • Denominazione: nome dell’azienda e del libero professionista
  • Inizio attività: data inizio attività ed eventuale cessazione o sospensione

Verifica Partite Iva comunitarie

Anche in questo caso può tornare utile il sito dell’Agenzia delle Entrate che mette a disposizione il Sistema elettronico di scambio di dati sull’IVA (VIES). Chi vorrà usufruirne potrà collegarsi al seguente link e inserire i dati nei seguenti campi:

  • Stato membro: selezionare tra i 27 Paesi dell’unione Europea, quello che ci interessa
  • Numero di partita IVA: inserire la partita IVA che intendiamo controllare
  • Stato membro richiedente: inserire il Paese del soggetto che effettua la ricerca
  • Partita IVA: immettere la partita IVA di chi effettua la ricerca

Al termine dell’inserimento dati comparirà subito l’esito della ricerca.

Come controllare Partita IVA extra comunitaria

Se invece si intende effettuare il controllo di una Partita IVA non italiane o europea occorrerà usufruire delle modalità di verifica messe a disposizione dallo Stato nel quale ci si trova. Eccole elencate di seguito.

San Marino, come effettuare la verifica delle Partite IVA?

Il controllo delle Partite IVA a San Marino avviene attraverso la consultazione del relativo Registro Imprese online, e completare in tutte le sue parti la schermata che ci troveremo di riferimento.

Svizzera, controllo Partite IVA

La Svizzera pur essendo allocata in Europa, non fa parte dell’UE. Pertanto per poter controllare l’esattezza di una Partita IVA svizzera, ci serviremo del servizio online offerto dalla Confederazione Svizzera IDI. In questo Paese viene conferito un numero d’identificazione d’impresa (IDI), che identifica ogni attività economica presente sul suo territorio. Basterà pertanto inserire il numero IDI nel database presente al link amministrativo svizzero.

Partita Iva internazionale, ecco come eseguire il controllo

Innanzitutto occorrerà munirsi del codice identificativo che utilizzano le imprese nel paese di interesse. Molti Paesi, come Regno Unito, Stati Uniti e Cina, infatti usano codici differenti. In alternativa, se non si conosce il codice identificativo, è procedere entrando negli archivi fiscali di ogni nazione partendo dalla ricerca degli appositi registri.

Verifica Partita Iva e sostegni alle imprese: come richiedere il bonus

Il decreto Sostegni ha introdotto un nuovo strumento di aiuto per le imprese la cui attività economica è stata largamente colpita dagli effetti del Covid-19. Il Governo ha infatti creato un contributo a fondo perduto per destinare fino a 150 mila euro per imprese e liberi professionisti.

bonus sanificazione
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Chi può chiedere il contributo a fondo perduto

Possono richiedere il bonus 2021 soggetti titolari di partita IVA che svolgono attività di impresa o di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario, in possesso dei seguenti requisiti:

essere residenti o stabiliti in Italia;
non aver cessato la partita IVA prima del 23 marzo 2021;
aver avviato l’attività prima del 24 marzo 2021;
aver conseguito, nell’anno 2019, un ammontare di ricavi o compensi non superiore a 10 milioni di euro. Per persone fisiche, società semplici e enti non commerciali titolari di reddito agrario e attività agricole connesse (per esempio, agriturismi, allevamento e simili) si fa riferimento all’ammontare del volume d’affari risultante dal modello dii dichiarazione IVA 2020 (per l’anno2019), o all’ammontare complessivo del fatturato e dei corrispettivi del 2019 per coloro che non sono tenuti a presentarla;
aver subito un calo di fatturato pari almeno al 30% nel 2020 rispetto al 2019, calcolato sulla media mensile, o aver attivato la partita IVA partire dal 1° gennaio 2019.

La procedura per presentare la domanda

È possibile presentare domanda per il bonus a partire dal 30 marzo 2021 e fino al 28 maggio 2021. Per richiedere il contributo a fondo perduto occorre compilare il modello al seguente link. Il modulo dovrà poi essere inviato telematicamente scegliendo una delle seguenti modalità:

  • tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate, nello specifico il canale telematico Entratel/Fisconline attraverso cui sono trasmesse le dichiarazioni dei redditi;
  • mediante la piattaforma web Sogei, raggiungibile dal portale Fatture e Corrispettivi, nella sezione Contributo a fondo perduto.

Controllo esito domanda

Nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” – sezione “Contributo a fondo perduto – Consultazione esito” è possibile consultare e controllare l’inoltro della domanda. Sempre nell’area riservata, l’Agenzia delle entrate comunica l’eventuale scarto dell’istanza, evidenziando i motivi del rigetto. Qualora l’istanza sia trasmessa da un intermediario, l’Agenzia delle entrate invia al richiedente una comunicazione contenente l’informazione che è stata trasmessa un’istanza o una rinuncia ad un’istanza precedentemente presentata.

In caso di errore nella compilazione della domanda è possibile, sempre entro la data di scadenza, presentare una nuova istanza sostitutiva. L’ultima istanza trasmessa sostituisce automaticamente tutte quelle precedentemente inviate per le quali non sia però stato già eseguito il mandato di pagamento o non sia stato comunicato il riconoscimento del contributo nel caso di credito d’imposta.

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