di maio, m5s Vitalizi Prescrizione
Immagine da sito ufficiale Governo

La storia dei vitalizi si intreccia con quella della politica italiana degli ultimi settant’anni, dai carbonari alle lotte del M5s

La scena politica italiana è da sempre stata oggetto di scandali e corruzione, dall’affire Moro a Tangentopoli la storia politica italiana è sempre stata ambigua. Non meno ambigui sono i vitalizi parlamentari, delle erogazioni di denaro che i Parlamentari ricevono al termine del mandato in aggiunta alla normale pensione.

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La nascita dei vitalizi e la riunione segreta dei “carbonari”

Era il 1954 quando per la prima volta comparvero i vitalizi. La scoperta avvenne a causa delle dimissioni del deputato democristiano trentino Giuseppe Veronesi. Il parlamentare in una lettere indirizzata all’allora Presidente della Camera denunciava che “la Camera, riunita ieri sera in comitato segreto, ha discusso ed approvato il bilancio consuntivo 1952-53 ed il bilancio preventivo 1954-55, dove è stata approvata la somma di lire 452 milioni per il fondo di previdenza per gli onorevoli deputati“.

Mini-riforma del 1975

Nel 1975 invece ci fu la prima mini-riforma. L’importo scese dall’85,5% dello stipendio all’80%, l’età minima salì a 65 anni ed entrò in vigore un periodo minimo di attività parlamentare da portare a termine prima di conquistare il vitalizio: due anni e sei mesi.

Le modifiche del 2007

Per molti anni non fu più cambiato nulla, solo nel 2007 si pensò di apportare delle piccole modifiche pressoché irrilevanti. I vitalizi non vengono più calcolati sulla percentuale dello stipendio, ma diventano variabili in base all’anzianità di mandato e la soglia minima per ottenerli sale a quattro anni, sei mesi e un giorno.

L’abolizione del 2012

Il duro colpo per i parlamentari avviene nel 2012. Il Governo Monti è in preda alla disperazione economica, perso tra taglio e austerity per ricucire il tessuto produttivo economico. Fu un anno non solo di tagli alle pensioni, l’esecutivo infatti approvò un provvedimento per cancellare i vitalizi. Dalla legislatura successiva, quella iniziata nel 2013, i parlamentari, una volta cessati, avrebbero ricevuto una pensione calcolata con il sistema contributivo. Le somme però venivano comunque erogate per i pregressi parlamentari.

Il Movimento 5 stelle contro i vitalizi pregressi: la lotta e la vittoria

Solo in anni più recenti si è combattuta una lotta aperta contro i vitalizi, condotta dal Movimento 5 stelle che nel 2018 capirono che occorreva un semplice provvedimento dei Presidenti di Camera e Senato per varare lo stop al sistema di erogazione. Così nello stesso anno l’ufficio di presidenza vara una delibera che ricalcola con il metodo contributivo i vitalizi e li taglia, pochi mesi dopo lo segue anche Maria Elisabetta Casellati e Palazzo Madama.

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