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immagine da pixabay

Un tempo erano gli annunci dei quotidiani i re della pubblicità, c’è stato poi il tempo della Tv. Come cambiano le regole con il web? Chi domina i nuovi spazi di informazione

In principio fu il giornale, il quotidiano in particolare e su carta. L’anima degli inserti pubblicitari e quindi cuore del commercio. Gli anni novanta invece a colpi di Auditel ha puntato l’occhio di bue sulla televisione e i suoi “tassativi”. Nel 2000 le regole continuano a cambiare, perché cambia la società ed è già tempo di web 2.0.

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Web e Tv iniziano a contendersi il cuore dei consumatori, questi ultimi sempre più dipendenti dallo schermo del proprio smartphone. Con la cultura infatti del “sempre connessi” è mutato anche la modalità di fruizione del sistema televisivo. Sempre più utenti scelgono la web Tv o meglio guardano la televisione dal cellulare.

Un trasferimento di canale comunicativo che fa fare i bagagli anche alla pubblicità ed ecco incalzare i banner ed altre mistiche figure di comunicazione gettate nell’Iper rete per accaparrarsi più clienti possibili. Quella del web è una pubblicità che non vedi, ma ti segue. Si insinua tra i risultati di ricerca e martellai i desideri dei consumatori.

E così “l’ho visto in tv” viene soppiantato dall’Influencer di turno che ha sfilato su Instagram o da quell’annuncio comparso in quell’articolo online. E’ avvenuto a livello epocale un sorpasso mediatico ed è inutile mentirci, a guidare c’è il web. La Nielsen (colosso del rilevamento dati e della statistica) nei primi 11 mesi del 2020 ha dimostrato con una precisa raccolta dati, come il web abbia battuto la televisione.

La televisione ha perso un po’ di mordente, gli spot sono standardizzati e da tantissimo tempo. Lo strumento televisivo pur entrando quotidianamente nel salotto di casa, non soddisfa a pieno le nuove esigenze. Il web infatti, coglie l’immediatezza dell’informazione e soprattutto dell’intrattenimento.

Già a fine luglio l’Autorità garante per le comunicazioni (Agcom) aveva parlato di un sorpasso del web sulla tv retrodatandolo al 2019″ scrive il Sole 24 Ore e non è tutto “Idati di Facebook, Google, Amazon, Twitter sono solo stimati da Nielsen, non essendo dichiarati a monte. Ma il peso crescente del web negli investimenti pubblicitari non è assolutamente in dubbio“.

I dati raccolti dalla Nielsen riferiscono di un introito pari a 2,89 miliardi di euro per il web, contro quello della Tv ferma a 2,88 miliardi. Numeri supportati dai nuovi padroni della pubblicità in rete, stiamo parlando di Google, Youtube, ma anche di Facebook e Instagram, senza dimenticare il temutissimo Amazon. Dunque non c’è scampo per la Tv, neppure quella dell’era smart?

La risposta definita potrebbe arrivare nel giro di qualche anno, quel che è certo è che il gap c’è ed è evidente e colmarlo potrebbe risultare alquanto ostico. Tuttavia siamo solo all’inizio di un cambiamento epocale, la parola finale spetterà all’utente e al suo conseguente potere di acquisto. Ad oggi web batte Tv, ma la sfida è appena iniziata.

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