Nobel per la medicina 2017, nuove scoperte sull’orologio biologico

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Grazie alle loro scoperte sull’orologio biologico, il Nobel per la medicina 2017 va agli americani Hall, Rosbash e Young. Il nostro organismo è in sintonia col sole

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Lo scorso 2 ottobre è avvenuta l’assegnazione del premio Nobel per la medicina. Ad essere premiati gli studiosi Hall, Rosbash e Young per la scoperta della base genetica del ritmo circadiano, l’alternarsi di sonno e veglia in tutti gli organismi viventi. Grazie al loro studio su DNA di Drosophila (moscerino della frutta), hanno scoperto il gene PER che impiega esattamente 24 ore ad accumularsi nella cellula prima di essere degradata. Esattamente il tempo di rotazione della Terra intorno al suo asse.

L’idea dell’esistenza di un orologio biologico esiste già dal XVIII secolo. Lo studioso francese Jean Jacques d’Ortous de Mairan constatò che le foglie di mimosa si aprono all’alba e si chiudono al tramonto sia all’aperto che al buio.

Drosophila Melanogaster

Intuì quindi l’esistenza di un processo interno all’organismo che funzionasse da “orologio”.

Nel 1984 Hall e Rosbash hanno scoperto il gene PER e negli anni successivi anche altri geni importanti in questo processo. Il gene Timless, o TIM, ad esempio, produce una proteina che si lega a PER e ne coadiuva il rientro nel nucleo della cellula. Viene degradata ed inizia un nuovo ciclo.

Il ritmo circadiano è di importanza fondamentale per tutti i processi fisiologici dell’organismo: sonno, temperatura, pressione sanguigna, produzione di ormoni. Per questo a loro va il merito di “avere aperto e reso percorribile una nuova, importantissima strada per la ricerca, che è alla base di meccanismi importanti per la determinazione di alcune malattie” come sostiene lo scienziato Glauco Tocchini Valentini.

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