“16 marzo” di Achille Lauro, storia di una metamorfosi compiuta



achille lauro
screen da YouTube

“16 marzo” è il nuovo singolo di Achille Lauro. Arriva dopo “Me ne frego” il brano sanremese oggi divenuto hit radiofonica e sugella una compiuta metamorfosi. Si tratta di un pezzo musicalmente spoglio, con un testo dai rimandi generazionali, una riuscita prova da autore maturo

16 marzo” è il nuovo singolo di Achille Lauro uscito lo scorso 4 aprile con la collaborazione del producer romano Gow Tribe. Questa nuova prova getta ancor più in confusione l’iniziale identità artistica di Lauro che alla musica si era approcciato con la trap. Sono davvero multiformi i mondi esplorati dall’artista di “Me ne frego”, dalla samba trap (di cui si definisce ideatore) al rap, passando per il rock and roll, fino ad arrivare al pop. È sicuramente più pop l’ultimo Achille Lauro, quello appunto di “16 marzo” che nell’intenzione ricorda molto “C’est la vie“.

Più che confusione stilistica, quelle di Achille Lauro sembrano essere diverse porte. Una porta la puoi aprire e scoprirne il contenuto, ma puoi anche tenerla chiusa. Questa mania di giocare con gli stili, la commistione, la contrapposizione, sono solo alcune delle chiavi con cui Lauro si diverte ad aprire e chiudere le sue stanze creative. In questo contesto molto c’entra anche l’intromissione di Elektra Records che lo ha voluto come direttore creativo.

Tuttavia con “16 marzo” non è l’architettura musicale a farla da padrona, tutt’altro, il brano come insegna il meglio della tradizione pop, è una ballad quasi spoglia perché priva di aggiustamenti e tecnicismi sonori. Solo voce e musica, niente auto-tune, nessun campionatore, il che sorprende se solo si pensa alla costruzione scenica e melodica di “Me ne frego”. La scelta di Achille Lauro con “16 marzo” viene motivata anche da uno scatto che lo ritrae simile ad una fenice e il mitico animale si sa, è solito rinascere a nuova vita.

Per quanto riguarda il testo di “16 marzo”, il significato è stato chiarito dallo stesso artista sui social. “Questa notte ho scritto una lettera ad una ragazza. L’ho chiamata come il giorno in cui gliel’ho dedicata” spiega in un post con cui consegna ai fan la sua nuova creatura.

Te ne vai come non fosse niente / Come non fossi te./ Te ne vai quando non c’è più niente, niente di me/ Te ne vai, sbatti la porta e intanto ho capito, già te ne stai andando

Una lettera che almeno una volta nella vita abbiamo scritto o che forse abbiamo ricevuto. Il dirsi addio fa parte dell’amore e rappresenta la più straziante testimonianza di quello che è stato. Poi c’è la notte, compagna di lunghe meditazioni, di riflessioni, di illuminazioni giuste e di lampi di genio. Per Achille Lauro la notte è creativa, è creazione ed è il momento in cui inizia a modellare i sentimenti.

Dici: “tanto, ormai per te non piango più”/ Che ne sai? Non ti hanno mai detto di no/ Tu che non sai che cosa sono i “non si può”./ Te ne vai come se io non fossi niente,/ Come se fosse che/ Te ne vai perché non c’è più niente da prendere

Questa seconda parte ha qualcosa in comune con il testo di “Me ne frego”, si tratta del prendere tutto quanto si può in una relazione. Il bello, il brutto, il lecito, il perverso, il proibito. Tutti i “non si può” che nel brano sanremese avevano un senso da psicologia inversa, in “16 marzo” rappresentano reali mancanze.

Cosa vuoi? /Cosa stai cercando? / No, non è mai, non è noi/ Ti rinnamorerai a marzo/ Oooo / Il 16 marzo

È il refrain che segna il passaggio da una dimensione referenziale ad una universale. L’urlo di Lauro diventa quello di una intera generazione, quella che rappresenta, o forse quella che è stata? Marzo arriva ogni anno, ma le stagioni che attraversa sono sempre diverse. È un mese instabile, forse pazzo, ma è certamente il periodo in cui fioriscono i fiori, gli amori.

Ecco il testo di “16 marzo”

Te ne vai come non fosse niente
Come non fossi te
Te ne vai quando non c’è più niente, niente di me
Te ne vai, sbatti la porta e intanto ho capito, già te ne stai andando
Dici: “tanto, ormai per te non piango più”
Che ne sai? Non ti hanno mai detto di no
Tu che non sai che cosa sono i non si può.
Te ne vai come se io non fossi niente,
Come se fosse che
Te ne vai perché non c’è più niente da prendere
Te ne vai come ci fosse un altro
Come se ti stesse già aspettando
Come se esistesse qualcun altro uguale a me
Che ne sai? Non ti hanno mai detto di no
Tu che non hai mai pianto
Tu che non sai che cosa sono i non si può.
Te ne freghi, tanto, dai?

Cosa vuoi?
Cosa stai cercando?
No, non è mai, non è noi
Ti rinnamorerai a marzo
Oooo
Il 16 marzo
Il 16 marzo
E me ne vado come fossi pazzo
Pazzo di te
Me ne vado perché un po’ ne ho voglia, un po’ perché
Perché per te l’amore dura un anno
Perché te sai solo cancellarlo
Vuoi solo chi non ti sta cercando più come me
Che ne sai? Non ti hanno mai detto di no
Tu che non hai mai pianto
Tu che non sai che cosa sono i non si può.
Te ne freghi, tanto,
No, non lo sai, cosa vuoi, cosa stai cercando
No, non è mai, non è noi
Ti rinnamorerai a marzo
Il 16 marzo
Il 16 marzo.

 

 

Leggi anche