Afghanistan, no allo sport per le donne e classi divise: “Questo è un abuso del Corano”

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Le nuove regole dell’Afghanistan talebana: vietati vari sport alle donne ed imposte le classi divise. Bandite anche le proteste non autorizzate

Una Kabul indietro di un secolo, dopo le varie restrizioni e divieti imposti dal regime talebano. Ora le donne non avranno neppure il diritto di praticare alcuni sport. In aggiunta al divieto di ascoltare musica che non sia una nenia religiosa e ai volti delle donne coperti, ci si chiede che fine abbiano fatto le promesse dei talebani di rispettare e portare avanti il nuovo stile di vita afghano sviluppatosi negli ultimi 20 anni, risultato delle influenze occidentali e americane.

Ora si fa sempre più concreta la teoria di un ritorno alla teocrazia fanatica degli anni ’90: l’Afghanistan è sempre più vicina a diventare una base terroristica internazionale. “Le donne non potranno giocare a cricket, né praticare alcun sport che prevede l’esposizione del proprio corpo ai media.Ma in realtà, che necessità c’è che le donne facciano sport? L’Islam vieta che il corpo della donna sia visto in pubblico“. Lo ha dichiarato Ahmadullah Wasiq, secondo nella Commissione culturale talebana.

A sentire queste parole, è inevitabile pensare a tutti i piccoli traguardi raggiunti dalle donne afghane negli utlimi 20 anni. Dall’abbigliamento al lavoro, dalla libertà di uscita a quella di scegliere il proprio compagno di vita. Sembrava che il destino di queste donne stesse cambiando per sempre, ma i talebani stanno smantellando questo sogno poco alla volta.

Il resto del mondo guarda attonito tale regressione. “Non è inclusivo” dichiara il segretario di Stato Usa Antony Blinken in una riunione ministeriale virtuale cui hanno partecipato 22 Paesi. “I talebani saranno giudicati dalle loro azioni: qualsiasi legittimità dovrà essere guadagnata“.

Ora anche negli atenei vige la mentalità arretrata, tenuta a bada in questo ventennio: lunghe tende per separare le studentesse dai compagni. Inoltre sono state vieta anche le manifestazioni non autorizzate, ordinando di essere informati 24 ore prima circa gli scopi e gli slogan delle proteste.

Le nostre facoltà di Legge formano giudici e avvocati. Valorizziamo i diritti civili. Io stesso faccio parte della commissione che sino al 15 agosto era incaricata di supervisionare la stesura della nuova Costituzione afghana. Ora tutto questo non ha più valore. I talebani imporranno la loro lettura radicale della legge religiosa islamica. Ci considerano nemici, siamo inutili nel loro Stato. Tanti giovani studenti mi dicono che non intendono continuare i nostri corsi. A che servono? Non troverebbero lavoro” dice Yarmohammad Baqri, rettore della Ibn Sina University.

Se ci sono più di 15 studentesse è obbligatorio organizzare classi separate. Se il loro numero è minore occorre tirare un telo divisorio dai compagni maschi. Le ragazze devono entrare in classe cinque minuti prima dei ragazzi e uscire cinque minuti dopo, per evitare occasioni d’incontro. Le classi femminili dovrebbero avere insegnanti donne. Se mancassero, dovrebbero allora trovarsi professori anziani, mai giovani” recita dal testo redatto dal Ministro dell’Educazione talebano.

“Questa tenda è una vera vergogna. Un abuso. Disturba la nostra concentrazione e non vedo alcun motivo di tenerci separate dai nostri compagni maschi”dice Nadia, iscritta al primo anno di Economia. Fasilat invece si arrende alle conseguenze imminenti: “Non ci lasceranno lavorare. Studieremo, ma sarà inutile, saremo discriminate per sempre. I talebani non permetteranno che le nostre lauree ci diano accesso a posizioni di rispetto“.

Anche l’abbigliamento dovrà cambiare. Presto obbligatori dei lunghi vestiti neri per entrare in classe. “Abbiamo oltre 2.000 iscritti, di cui almeno 500 ragazze. Ma oggi si sono presentate solo 10 studentesse e 40 studenti. Tanti ci dicono che intendono lasciare. La crisi economica costringe le famiglie a mandare i figli a lavorare. L’università sta diventando un lusso inutile“.

Anche il personale universitario è costretto a separarsi: il rettore ha dovuto trovare una stanza riservata alle 10 docenti, che non possono più stare con i 65 colleghi. E lo stesso vale per il personale della segreteria. Gli studenti ora comunicano alle donne attraverso una fessura.

Chiara Gioia
Chiara, classe '97. Laureata in Lingue Straniere presso l'Università di Salerno. Chiara di nome e di fatto, cerco sempre di esprimere al meglio ciò che penso, aiutandomi con la scrittura. Apprendista giornalista, scrivo di cinema e di tutto ciò che accade nella mia realtà territoriale.

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Updated on 27 September 2021 - 15:13 15:13