alcol

L’assunzione di alcol non è sempre associata a conseguenze negative per il nostro organismo. Bevande alcoliche a bassa gradazione, come il vino e la birra, possono infatti apportare diversi benefici al nostro corpo

Reduci dalle feste, chi più chi meno, tutti, anche solo per un brindisi augurale, abbiamo bevuto qualche bicchierino di alcol in più. Ma l’alcol può essere assunto? Se sì, in che quantità? L’alcol è tutto uguale? Cerchiamo di rispondere ad un po’ di domande a riguardo.

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L’alcol può essere assunto ma con moderazione e non a stomaco vuoto. Questo perché non esistendo possibilità di deposito per l’alcol nell’organismo, esso deve essere rapidamente metabolizzato e questo avviene ad opera di enzimi specifici, a livello gastrico e soprattutto epatico. Per questo motivo, bere alcolici a stomaco pieno è meglio, perché fa sì che l’etanolo sia assorbito più lentamente e che diminuisca la quantità che entra nel circolo sanguigno.

L’invito alla cautela e alla moderazione è sempre doveroso quando si parla di bevande alcoliche ma è anche giusto ricordare, però, che a quanto risulta da numerose ricerche, sembra chele persone abituate a un regolare e moderato consumo di bevande a bassa gradazione alcolica (vino e birra) tendano a vivere più a lungo e a presentare una minore incidenza di alcune malattie croniche rispetto a chi non beve o a chi lo fa in maniera eccessiva”. Le diverse bevande alcoliche sembrano avere effetti diversificati, a parità di alcol ingerito: il vino sembra esercitare un ruolo protettivo maggiore di quello della birra, che a sua volta avrebbe un effetto protettivo superiore a quello degli altri alcolici.

Queste proprietà deriverebbero dalla presenza di sostanze polifenoliche e antiossidanti, presenti soprattutto nel vino, in misura minore nella birra e assenti o comunque meno rappresentate, nei superalcolici. È bene ricordare però che l’alcol in eccesso non fa bene alla linea, quindi di fronte ad un continuo aumento di sovrappeso e obesità consumi smoderati di ipercalorici e alcolici non sembrano comunque opportuni e non vanno incentivati.

È bene anche sottolineare che tutto quanto detto circa i benefici del bere, vale soltanto per consumi moderati; non appena l’assunzione abituale di alcol supera i limiti consentiti, aumentano anche i rischi connessi.

Proprietà del vino rosso

Per quanto riguarda il vino, in particolare, una delle proprietà maggiormente conosciute di questa bevanda alcolica è quella antiossidante, ed è ormai appurato e dimostrato che queste proprietà sono maggiori nel vino rosso rispetto a quello bianco. La sostanza maggiormente responsabile dei benefici collegati all’assunzione moderata di vino (soprattutto rosso) è il resveratrolo, una molecola presente nella buccia dell’acino di uva e di conseguenza presente anche nel vino dopo la fermentazione. Il resveratrolo è in grado di contrastare e prevenire malattie come l’arteriosclerosi e malattie cardiovascolari. Ma perché queste proprietà sono da attribuire maggiormente al vino rosso che al vino bianco? Perché diversamente dal vino rosso, nella vinificazione del vino bianco le bucce degli acini (contenenti resveratolo) vengono immediatamente separate del mosto.

Dott.ssa Raffaella Sica – Biologa Nutrizionista

 

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Svolge attività di Biologa Nutrizionista. Consegue l’abilitazione all’esercizio della professione nel 2011 e si iscrivo all'ONB (Ordine Nazionale dei Biologi). Laureata in Biologia (curriculum Nutrizione) nel 2011 presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Si perfeziona in “Educazione alimentare e prevenzione delle malattie dismetaboliche” nel 2011. Nel 2015 consegue il titolo di Dottore di Ricerca in Biologia Avanzata presso la stessa università. L'attività di ricerca svolta dal 2009 è oggetto di diverse pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e di diverse comunicazioni a congressi nazionali ed internazionali. Fornisce supporto didattico teorico-pratico durante il Corso di Organo adiposo e Regolazione del peso corporeo e durante il Corso di perfezionamento annuale in: “Educazione alimentare e prevenzione delle malattie dismetaboliche” (Dipartimento delle Scienze Biologiche, Sezione Fisiologia e Igiene dell’Università degli Studi di Napoli "Federico II"), con seminari introduttivi ed esercitazioni pratiche relative alla valutazione dello stato nutrizionale e della massa grassa mediante l'utilizzo dell'antropometria (standardizzazione di peso, altezza, circonferenze), plicometria, impedenziometria. Arricchisce continuamente la sua formazione con corsi e seminari specifici sulla Nutrizione fisiologica e patologica nelle sue varie forme.