21 Novembre 2017 - 12:53

L’applauso, il segno di acclamazione dalle origini antichissime

applauso

Sin dagli inizi della civiltà, l’applauso ha sempre avuto un ruolo fondamentale nelle comunità. Anche in natura segni chiari di questo modo di interagire

L’applauso è sicuramente il più famoso e diffuso segno di apprezzamento. Chiunque in una situazione in cui è stato necessario esprimere il proprio consenso a distanza, ha battuto le mani per congratularsi o incitare. Ma da cosa ha origine questo comportamento?

Partiamo dall’inizio. Le antiche civiltà con le loro religioni legate alla natura, erano solite effettuare dei rituali per ingraziarsi le divinità ed avere un buon raccolto o per scongiurare una disgrazia. Per fare questo, i sacerdoti offrivano in dono sacrifici animali e, a volte, anche umani. La sofferenza e i rumori che ne scaturivano, venivano coperti con fragorosi battiti di mani e piedi, segno anche di acclamazione e gioia per i benefici richiesti.

L’applauso del mondo animale

Ma l’applauso in realtà ha anche dei forti riscontri nel mondo animale. Come sappiamo il nostro parente più prossimo è la scimmia, in particolare lo scimpanzé. Con questo primate abbiamo in comune gran parte del nostro DNA e sono tantissimi i gesti e gli atteggiamenti che ci accomunano. L’applauso è uno di questi. Desmond Morris, zoologo ed etologo inglese, nella sua opera “La scimmia nuda“, descrive come anche gli scimpanzé in alcuni momenti della vita di gruppo tendono a sbattere mani e piedi e a tamburellare oggetti contro i tronchi. Nello stesso saggio, Morris contrappone questo comportamento istintivo degli animali a quello dei bambini nei primi mesi di vita. Col passare dei mesi, i neonati iniziano a conoscere il suono come strumento di interazione con gli altri. Capita spesso che si vedano bambini sbattere le mani od altri oggetti per attirare l’attenzione, oppure che si divertano o si spaventino in seguito ad un rumore fatto dai genitori.

Nella storia gli esempi di applauso si ritrovano anche nell’antica Roma. I senatori infatti venivano eletti per acclamazione, segno quindi di approvazione del popolo. Anche i gladiatori venivano incitati prima del combattimento con l’applauso. Ben presto però questo diventa un gesto obbligatorio e tutti i dittatori (da Cesare a Castro, passando per Mussolini e Hitler) dovevano essere acclamati in piazza come segno di rispetto, fiducia e grandezza.

In generale, quindi, l’applauso è sempre stato un gesto di gioia comunitaria. Le sue origini, abbiamo visto, hanno riscontri antichissimi e derivano da un atteggiamento primordiale e istintivo degli animali sociali, di cui anche l’uomo fa parte.