Arrestato X, hacktivista mentitore



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Arrestato X, l’informatico Hacktivista che aveva millantato di aver sventato un attacco programmato dall’ISIS contro l’Italia, con obiettivo Firenze

È stato arrestato X, l’Anon che lo scorso Dicembre ha allertato la penisola vantando un’operazione sotto copertura su Twitter attraverso la quale aveva – a suo dire – sventato un attacco terrorista il cui obiettivo era Firenze.

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Marco Mirabello in una pic del suo profilo pubblico Youtube

Nulla di vero e sembra che tutti se ne fossero dimenticati: così non è stato perchè la Polizia Postale ha indagato con il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche, sotto coordinamento del procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo e del sostituto procuratore Eugenio Albamonte.

In tal modo è stato identificato l’utente X – a volte chiamato Warning – in Marco Mirabello un giovane aostano di 29 anni, padre di due bambini.

Al momento X dice che eseguiva richieste impartite da Anonymous, ma ricordando bene il movimento ufficiale non impiegò troppo tempo per dissociarsi dalle esternazione di X.

Noi di ZON dedicammo due articoli a questo fatto: in questo primo articolo parlammo del primo Tweet con cui si era dato l’allarme; da quel primo cinguettio una serie di notizie era stata fornita da questo utente che aveva promesso un video per raccontare nei dettagli l’accaduto.

In seguito avevamo parlato qui avevamo commentato del video pubblicato.

In quell’occasione avevamo già riconosciuto nella vicenda tutto l’interesse di Anonymous ad apparire e, ironicamente, scrivemmo

In realtà, siamo così avanti nel futuro che siamo pronti ad avere anche nella realtà dei supereroi invisibili, anzi Anonymous (…)

perchè è vero: in molti ci sono cascati con tutte le scarpe e altri – come la stampa – ha dovuto accettare il beneficio del dubbio di fronte una situazione verosimile.

Repubblica ha pubblicato un’intervista a Marco Mirabello in cui sfagiola i reati che avrebbe compiuto – il condizionale è d’obbligo e lo usa anche lui nell’intervista – e spiega che Anonymous avrebbe – il condizionale è d’obbligo – tirato le fila del gioco in cui, a quanto vediamo, lui è rimasto impigliato.

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