#Escile all’università è amore per la…

#escile università

Il connubio studentesse + #escile fatto di seno a coppa di Champagne o a tappo Martini, va analizzato con Freud, con calma e col senno di poi fuori di seno

Molti sarebbero tentati dallo spiegare il fenomeno #escile all’università: “col senno di poi fuori di seno“. Con una nota spiegazione di Wikipedia e della scrivente avremmo: la “consapevolezza tardiva di come sarebbe stato meglio agire con un bel paio di tette“, senza alcun fine, o alcun motivo apparente, solo per il gusto di attizzare un’umanità varia e a tratti bestiale.

Ma nessuna interpretazione di questo fenomeno può essere giusta o sbagliata, qui non si tratta di voler vedere tutte le tettone universitarie fuori di senNo, e neppure di pensare che queste tettone un giorno faranno parte della nostra classe dirigente, dobbiamo concentrarci sulla spiegazione individuale, del perché alcune ragazze, “le escono”.

#escileParlando di università e di seno bello, prosperoso, a coppa di Champagne o a tappo Martini, non ci resta che consultare Freud per comprendere il fenomeno e riportarlo nell’alveo della razionalità. Freud definì il bambino appena nato un “perverso polimorfo“; il bambino appena nato e anche quello molto cresciuto è perverso in quanto ricerca il piacere senza alcuna finalità riproduttiva. È, inoltre, polimorfo, poiché ricerca il piacere attraverso vari organi e tramite diverse zone erogene, ricevendo gratificazione edonistica al contatto con la madre, in particolare, nella prima fase dello sviluppo psicosessuale, cioè quella orale, la madre, che fornisce per il tramite del seno il veicolo per la scarica di questa libido, diventa oggetto di amore del bambino per la sua capacità di attenuare, con la sua prosperosa presenza e disponibilità, la tensione che altrimenti crescerebbe fino a diventare un vero e proprio stato di angoscia. Per dirla con parole più friendly, un bel paio di tette generano: amore, sollievo e pace dei sensi, e il selfie #escile, secondo la nostra tesi in senso freudiano, può essere interpretato come un sinonimo di amore per la cultura.

unisa escileL’antitesi è che, con la comparsa del fenomeno #escile, un paio di tette non è solo rassicurante, ma è soprattutto eccitante. Le tette dividono, creano discussione, sconcerto, invidia da parte di chi non le possiede sode o di chi non le può palpare giornalmente, le tette alimentano una gara a chi fa la battuta più divertente o a chi fa l’offesa più cattiva. Lo dimostra il fatto che la gente si spacca immediatamente in due fazioni che possiamo chiamare per comodità “allupati” e “bigotti”.

bocconi_tette_uni_bocconi-2Il selfie #escile è sconveniente e nemmeno troppo originale, in Inghilterra è stato premiato un vincitore tra gli studenti che mostravano le chiappe (vedi Best Bum of The Year – a Cambridge). La sfida italiana, invece, è stata lanciata da Francesco, amministratore della pagina “Spotted: Bocconi Milano” ed è stata subito seguita dal gruppo “Spotted: Polimi“, gestita dallo stesso ragazzo. I 500 cervelli e più con le 1000 tette e più, si sono estesi a macchia d’olio, anche nelle altre Università italiane, come la Cattolica, la Statale e la Bicocca, fino a raggiungere la Luiss, lo Iulm e persino le Università di Modena, di Pavia, e di Salerno.
Non ci sono vincitori, è solo per far vedere come anche in università serie sia possibile creare qualcosa di diverso e divertente“, commenta l’amministratore delle due pagine.

Ma a questo punto, restando in tema “organi speciali condivisi“, se non c’è nessun vincitore, nessun promosso o bocciato, nessun 30 con lode, per distrarsi dallo studio, non era meglio guardare un bel porno?