Attentato a Dacca, uccisi 20 ostaggi forse anche italiani



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Attentato a Dacca in un bar-ristorante dove un commando di jihadisti si era barricato con un numero impreciso di persone

Ieri sera alle 21.20 ora locale, un nuovo attentato si è verificato, stavolta a Dacca capitale del Bangladesh, causando innumerevoli morti. Ciò si è verificato in un bar-ristorante dove un commando jiadista è intervenuto all’improvviso, causando il caos.

La situazione attuale sembra essersi placata, ma una grande angoscia avvolge le sorti di un numero incerto di persone, che ieri sera in seguito all’attentato sono state prese in ostaggio da un commando dell‘Is, composto da almeno sette jihadisti.

Dopo l’attentato le forze dell’ordine sono andate avanti per almeno dieci ore, successivamente però è intervenuto l’esercito. Momento forti da vedere e da raccontare, lo scenario si trasforma in un palcoscenico di sofferenza, esplosioni, raffiche, spari, per la durata di ben quattro ore.

Un primo bilancio viene annunciato dal Premier Sheikh Hasisa, il quale ha affermato : «Uno dei terroristi è stato catturato, ferito e portato in ospedale. Altri sei uccisi, ma tra gli ostaggi vi sono vittime. Siamo stati in grado di salvare 13 persone e non abbiamo potuto salvarne altre»Attentato a Dacca

In seguito è intervenuto anche il direttore delle operazioni militari dell’Esercito, generale Nayeem Ashfaq Chowdhury, il quale invece, ha sottolineato di aver recuperato 20 corpi, la maggioranza con brutali ferite d’arma da taglio.

Tra gli ostaggi risultano sette imprenditori italiani che erano a cena nel locale, notizia confermata dall’ambasciatore italiano a Dacca, Mario Palma. La loro sorte resta incerta, la Farnesina non ha ancora notizie. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, è in costante contatto con l’unità di crisi della Farnesina e i nostri servizi di intelligence. Il premier ha annullato tutti gli impegni e resterà a Palazzo Chigi per seguire gli sviluppi dell’attentato di Dacca.

Mentre la Cnn parla di un ostaggio giapponese fuggito durante la sparatoria, altre fonti di diverse persone portate via in ambulanza. Un portavoce del governo giapponese ha dichiarato che un connazionale è stato salvato ma si ignora la sorte di altri sette. All’emittente Times Now, il colonnello Tuhin Mohammad Masud, capo delle forze speciali, ha espresso che tra gli ostaggi tratti in salvo figurano due cingalesi.

Una forte testimonianza  mette in luce un momento alquanto forte da parte degli jiadisti. Infatti quest’ultimi, mentre tenevano in ostaggio le persone non si sono comportati male con i connazionali del Bangladesh, ma controllavano la religione degli ostaggi, chiedendo a ognuno di recitare versi del Corano. Quelli che li conoscevano venivano risparmiati, gli altri torturati.

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