Australia, gli aborigeni vincono: Uluru non sarà più scalabile



Uluru
Immagine da Pixabay

A partire da domani, il monolite Uluru, sito in Australia, non sarà più scalabile a causa di un divieto. I turisti si sono letteralmente accalcati

Niente da fare, questo è davvero l’ultimo giorno. Uluru, il più importante massiccio roccioso dalle mille sfumature dell’outback australiano, nel cuore del Paese, da domani non sarà più accessibile. Migliaia di scalatori si stanno accalcando in queste ore per tentare l’ultima impresa. Fra pochissime ore, infatti, scatterà il bando fortissimamente voluto dalla popolazione Anangu. Gli aborigeni, infatti, considerano la “pietra” più grande del pianeta un luogo sacro e inviolabile. Dunque non sarà più scalabile.

Il provvedimento era stato caldeggiato per anni dai discendenti della popolazione nativa australiana. Finalmente, è diventato definitivo poco meno di due anni fa. Il giorno scelto, il 26 Ottobre, rievoca la data in cui la montagna e l’annesso parco che comprende anche i vicini Kata Tjuta sono stati ufficialmente restituiti agli aborigeni. All’epoca era il 1985. Nel frattempo, i due splendidi siti sono stati ribattezzati sotto altro nome: via Ayers Rock e Monti Olgas, per recuperare gli originali, dove Uluru significa “grande ciottolo, grande pietra”.

Dalla mattina di domani ora australiana, chiunque proverà a scalare l’iconica pietra rossa sarà punito con una multa di 6.300 dollari australiani, poco meno di 4mila €. In più, gli stessi turisti hanno rischiato la beffa. I forti venti delle prime ore del mattino hanno indotto le autorità del parco a chiudere l’accesso. Poi è arrivato il via libera dalle stesse autorità. Per un ultimo deciso saluto ad un grande luogo che diventerà inaccessibile.

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