Austria, vince il nuovo presidente Bellen



Austria

Il verde Van der Bellen vince il ballottaggio delle elezioni in Austria, recuperando il grande svantaggio derivato dal confronto con il candidato di estrema destra Norbert Hofer.

I primi risultati elettorali sembravano confermare ben altro, tuttavia in Austria ha vinto la socialdemocrazia. Il favorito nei ballottaggi era il candidato nazionalista Hofer, il quale aveva totalizzato il 51,9% dei suffragi contro il 48,1% dei voti. Si è rivelato uno scontro fortissimo fra le due grandi anime europee: quella conservatrice, desiderosa di una maggiore tutela delle frontiere austriache contro un’immigrazione incontrollata, e quella progressista, la quale intende salvare il concetto di europa multi-etnica, tutelando le minoranze straniere ed eliminando le barriere e i “muri” fra i vari stati europei (Brennero compreso).

Ebbene, la disparità iniziale di 144mila voti è stata poi superata nell’analisi dei restanti 844mila voti per corrispondenza rimanenti, i quali sono usualmente in mano alle galassie della sinistra: la vittoria del candidato Van der Bellen si è infine rivelata prevedibile. Il candidato di estrema destra Hofer ha espresso rammarico per la propria sconfitta, dovuta ai voti per corrispondenza: è indiscutibile che il nazionalista avesse vinto in buona parte del Paese, con l’eccezione di Vienna e della regione di Vorarlberg. La prima ondata di successo è dovuta al sentimento di timore del popolo austriaco per le possibili difficoltà nel gestire i massicci flussi migratori che, in questa complessa fase di disordine geopolitico dovuta alla guerra civile siriana, caratterizzano l’Europa sud-orientale. Austria

Nonostante ciò, l’Austria sembra aver preferito una soluzione progressista per fronteggiare la questione immigrazione. E’ risaputo, infatti, che il neo-presidente Van der Bellen è palesemente vicino agli ambienti europeisti, dunque favorevole a una mediazione con gli altri stati europei nella strategia di collocamento dei nuovi profughi. Una chiusura netta dei confini austriaci non porterebbe l’Italia in posizioni favorevoli, dal momento che essa costituisce uno dei principali punti di approdo per le genti in esodo dal Medioriente, facendosi dunque carico di responsabilità fin troppo gravose per la già depauperata economia italiana. Le tensioni avvenute presso Brennero hanno dimostrato che la mancanza di dialogo, nella democratica Europa, è all’ordine del giorno.

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