Contestati almeno 17 episodi tra Centro e Sud Italia. Indagini coordinate dalla Procura di Taranto: bottino stimato oltre 170mila euro.
Contestati almeno 17 episodi tra Centro e Sud Italia. Indagini coordinate dalla Procura di Taranto: bottino stimato oltre 170mila euro.
Un’operazione dei Carabinieri ha portato all’esecuzione di cinque provvedimenti di fermo nei confronti di altrettante persone ritenute coinvolte in una presunta organizzazione criminale specializzata in assalti ai bancomat.
I provvedimenti sono stati eseguiti nella serata di ieri dal Nucleo Investigativo di Taranto. Al gruppo viene attribuita una scia di attacchi ad ATM in diverse regioni del Centro-Sud, con incursioni contestate anche nel Salernitano, utilizzando la cosiddetta tecnica della “marmotta”, impiegata per provocare l’esplosione dello sportello automatico.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’organizzazione avrebbe operato con ruoli ben definiti, occupandosi di ogni fase: dai sopralluoghi alla scelta degli obiettivi fino all’azione materiale e alla fuga.
Almeno 17 episodi e bottino oltre 170mila euro
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Taranto, avrebbe consentito di collegare al gruppo almeno 17 assalti tra Puglia, Basilicata, Lazio e Campania. Tra le province toccate figurano, oltre a Taranto, anche Cosenza, Benevento, Frosinone, Caserta, Napoli e Foggia, con episodi ricondotti anche alla provincia di Salerno.
L’indagine sarebbe partita dopo l’esplosione di un bancomat avvenuta il 15 novembre a Montemesola (Taranto) e ha permesso di stimare un bottino complessivo di oltre 170mila euro. L’ultimo episodio contestato risalirebbe alla notte tra il 2 e il 3 febbraio a Santa Margherita di Savoia.
L’utilizzo di esplosivi ad alto potenziale, secondo gli investigatori, avrebbe causato in più occasioni danni ingenti alle strutture che ospitavano gli sportelli.
I fermati sono stati messi a disposizione dell’Autorità giudiziaria: i provvedimenti sono ora in attesa di convalida da parte del Gip.
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