Bluebird Cafè, il locale dedicato alla musica country



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Bluebird Cafè, piccolo ma straordinario locale di Nashville dedicato ai musicisti e agli autori che si celano dietro alle canzoni più amate.

Ci sono posti avvolti da un’aura magica, destinati a entrare nella leggenda; di sicuro il Bluebird,  situato al 4104 Hillsboro Pike (Nashville),rientra tra questi.

Nonostante l’apparenza di un piccolo locale anonimo, il Bluebird è il punto di riferimento di giovani cantautori e affermati artisti nella caratteristica Nashville, soprannominata Città della musica e, in particolar modo, conosciuta per essere la capitale della musica country.

Aperto nel 1982 da Amy Kurland,l’intenzione era di creare un luogo in cui si potesse consumare del cibo e al tempo stesso ascoltare musica live.

Erika Wollam Nicholls iniziò come cameriera, dato che a quel tempo il locale era solo un luogo in cui poter consumare pranzo e cena; fino a quando, sette anni dopo la sua apertura, una notte, un cantautore si presentò per suonare un pezzo. Al termine della serata,Amy, la fondatrice, diede uno sguardo alla casa e si accorse di aver guadagnato più soldi quella sera che non in tutte le altre. 

Ed ecco che ebbe l’intuizione, ed esclamò: “Cantautori! Dobbiamo puntare su questo!”. 

Ad oggi Erika si occupa dell’intera programmazione; da lì in poi, il Bluebird ha deciso di dare sempre più luce agli autori che si celano dietro le canzoni e le più grandi hit musicali.

Quello che voleva essere un semplice punto di riferimento per scrittori e musicisti, ha finito per cambiare la storia della musica senza neppure volerlo.

La  posizione del locale non poteva essere più vantaggiosa, Nashville è,infatti, la città dei cantautori e ognuno di loro vuole un posto in cui suonare ed esprimere la propria arte.

Nel marzo 1983, Kathy Mattea, una cantante che si esibiva regolarmente da alcuni mesi al The Bluebird, riuscì ad ottenere un contratto discografico; da lì in poi alcuni musicisti che suonavano regolarmente al Bluebird Cafè ottennero degli accordi discografici.

Quello che stupisce, una volta entrati, è l’atmosfera rustica e accogliente; le pareti sono sommerse di foto per testimoniare tutti le grandi personalità che hanno calcato la scena. E’ il luogo che ha visto nascere stelle della musica come Kathy Mattea e Garth Brook,e con il tempo riuscì ad acquisire una fama tale che ospitò persino un artista del calibro di Steven Tyler, frontman della storica band Aereosmith, che sì esibì con canzone Jaded.

Il Bluebird inventò un sistema chiamato “In the Round” dove i musicisti siedono a cerchio e il pubblico è attorno a loro; ognuno di essi esegue le proprie canzoni in acustica, in modo da poter assaporare la musica nella sua essenza e condividere le storie dietro le canzoni.

Gli spettacoli sono supportati dalla “shh policy” in cui si è tenuti a fare silenzio durante le performance, la stessa organizzatrice spiega il motivo che la spingono a seguire questa politica, non è per impedire agli spettatori di divertirsi o godersi la serata, ma è solo un modo per chiedere alle persone a porre attenzione e ascoltare. Nonostante fosse una novità agli inizi, il Bluebird ha impiegato tutte le sue forze per far sì che, più di un semplice club musicale in cui poter trascorrere una serata, diventasse una vera e propria sala d’ascolto.

La serata del lunedì è chiamata Open Mic, utile per conoscere musicisti e personaggi della scena locale. Chiunque può esibirsi e iniziare a conquistare un pubblico affezzionato.

La domenica è chiamata Writers Night, dove dei cantautori selezionati eseguono brani propri, e ogni serata vede la partecipazione di uno special guest della scena musicale di Nashville. I musicisti non vengono pagati per le loro esibizioni, ma l’artista può comunque vendere i propri gadget e i propri dischi.

Dal Martedì al Sabato vi è lo spazio per il “In The Round“, in cui il palco viene disposto a cerchio, i musicisti, rivolti l’uno verso l’altro e il pubblico intorno a loro; propongono i loro brani e gli altri musicisti possono contribuire, in modo da creare un’esperienza che pochi dimenticano e che fa capire perchè Nashville è considerata la “Music City”.

Ben presto anche la televisione si è accorta del Bluebird, che è stato l’ambientazione di diverse scene in serie di successo come “Nashville”, tv drama del network ABC, incentrato sulla rivalità tra le due celebri cantanti, Rayna Jaymes e Juliette Barnes, la prima ormai giunta alla fine del suo successo, la seconda è, invece, la nuova reginetta della musica country.

Ad oggi, il palco del Bluebird ha ospitato alcuni dei più influenti personaggi della scena musicale country; cantati del calibro di Hunter Hayes, Tim Mcgraw, Keith Urban,LeAnn Rimes, Faith Hill, Kelsea Ballerini, Mitchell Tenpenny,la band Rascal Flatts; oppure autori di famose hit come Allen Shamblin (I Can’t Make You You Me di  Bonnie Raitt), Matraca Berg (Strawberry Wine di  Deana Carter, Hilary Lindsey (Jesus Take the Wheel di Carrie Underwood) e Chris Tompkins e Josh Kear (Before He Cheats di  Carrie Underwood).

Nel 2005, Taylor Swift, appena quattordicenne, si esibì in una delle serata, suonando alcune canzoni scritte da lei e riuscendo ad attirare l’attenzione del produttore Scott Borchetta, che aveva appena lasciato la DreamWorks Records, per fondare una propria  casa discografica, la Big Machine Records.

Taylor Swift fu la loro prima artista. All’epoca la BMR non aveva nè un nome nè uno staff, ma la Swift decide lo stesso di firmare un contratto presso la loro casa discografica. Il resto è storia.

Nel 2018 la celebre cantante è tornata, per la prima volta da quando aveva quattordici anni, per suonare Better Man, un brano scritto da lei e poi registrato dal gruppo Little Big Town

Dopo 38 anni dalla sua apertura, è difficile dire cosa abbia portato questo piccolo locale senza pretese,da soli novanta posti,a diventare un fenomeno di costume.E’ stato un’insieme di elementi e occasioni irripetibili:l’atmosfera intima, lo stretto contatto con il pubblico, il flusso creativo che si instaura tra i musicisti; tutto ciò ha reso possibile la creazione di un luogo frequentato da artisti che hanno scritto e stanno scrivendo le colonne sonore della nostra vita

 

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