La “Buona Scuola” passa al Senato con la forza (fiducia)

la buona scuola

La riforma della Scuola passa al Senato con 159 sì (e 120 no). Renzi ci ha provato in tutti i modi e alla fine l’ha vinta lui, con le buone o con le cattive (la fiducia)

Le prospettive erano altre, gli addetti ai lavori (gli insegnanti) hanno spiegato più volte le problematicità di questa riforma ma non c’è stato nulla da fare.

LA CHIAMATA DIRETTA

Come previsto quindi passa l’emendamento sulla chiamata diretta; tutti i docenti in ruolo a partire da settembre 2016 perderanno la loro sede di titolarità e saranno chiamati dai dirigenti. Ogni docente di ruolo che è presente nell’albo interprovinciale potrà autocandidarsi presso una scuola e sarà il preside a decidere se chiamarlo o meno.

100.000 ASSUNTI

Spieghiamo semplicemente che i centomila assunti non sono altro personale docente che già lavora da anni; più che assunti sarebbe corretto definirli stabilizzati, in quanto avranno un contratto a tempo indeterminato mentre fino ad ora il contratto gli veniva rinnovato ogni anno a tempo determinato. Comunque non si sa ancora come funzionerà l’organico funzionale e se questi 100000 verranno assunti tutti davvero.

La "Buona Scuola" passa al Senato con la forza (fiducia)
La “Buona Scuola” passa al Senato con la forza (fiducia)

GRADUATORIE DI TERZA FASCIA

il comma 106 recita: “A decorrere dall’anno scolastico 2016/2017, l’inserimento nelle graduatorie di circolo e di istituto puo avvenire esclusivamente a seguito del conseguimento del titolo di abilitazione” Cosa vuol dire? Verranno soppresse? Oppure resteranno ad esaurimento vietando l’accesso ai nuovi laureati? Non lo sappiamo (e forse non lo sanno neppure al Ministero).

ABILITATI TFA E PAS

Fuori dalle assunzioni tutti gli abilitati dopo il 2010, sia i tieffini (che lo ricordiamo hanno affrontato tre prove preselettive per accedere al percorso abilitante) sia i passini (che hanno avuto accesso al percorso abilitante senza prove selettive grazie ai tre anni di servizio maturati in scuole pubbliche e private). Delusi, amareggiati soprattutto coloro che hanno fatto il TFA perché si è trattato sostanzialmente di un vero e proprio concorso. Tutti costoro si ritroveranno a fare l’ennesimo concorso che sarà bandito entro quest’anno.

IL MINISTRO GIANNINI

«Un risultato straordinario», ha affermato il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, che uscendo dall’Aula ha mandato un messaggio al presidente del Consiglio: «Ce l’abbiamo fatta». «A parte alcune assenza motivate e giustificate mi sembra che siamo nella media». Non si aspettava un consenso più «rotondo», il ministro. «È una maggioranza solida. Al Senato – ha commentato al termine della seduta – siamo arrivati con il fiato un pò più corto ma il voto di fiducia è uno strumento che si utilizza quando è necessario fare bene e presto». «Non mi sento un ministro “commissariato”, ha detto replicando alle opposizioni che oggi hanno criticato più volte il suo silenzio sul provvedimento -. Penso che si debba parlare al momento opportuno e quando ci sono le giuste circostanze che lo richiedono.