Io non posso entrare, l’immigrazione secondo Renzi



Particolare dichiarazione del Premier Renzi sull’immigrazione durante l’incontro con Regioni e Anci. La memoria storica gioca ancora un brutto scherzo

L’emergenza immigrazione, divisa fra sbarchi, blocchi alla frontiera e quote, è diventata una triste realtà e le soluzioni che i diversi Paesi europei stanno proponendo sembrano descrivere una situazione mal compresa e peggio amministrata.

Infatti, dopo i proclami sulla costruzione di nuovi muri (poi smentite per i soli richiedenti asilo) dell’Ungheria  arriva con assoluta precisione l’originale proposta italiana.

Oggi, aprendo l’incontro con RegioniANCI sull’immigrazione, il segretario/premier Renzi ha esternato la personale soluzione sull’annosa questione.

“Per noi gli immigrati in mezzo al mare si salvano, siamo orgogliosi e grati per quello che ha fatto l’Italia” ha introdotto il Presidente del Consiglio, ponendo, però, allo stesso tempo un particolare paletto: “I richiedenti asilo si accolgono, i migranti economici vengano rimpatriati”. 

La seconda parte della soluzione proposta è tanto insolita quanto ingestibile.

Io non posso entrare, l'immigrazione secondo Renzi
Io non posso entrare, l’immigrazione secondo Renzi

In primo luogo, data la mole dei “profughi” (circa 200 mila) non ci sarebbe la reale possibilità di adoperarsi per rispedire nei Paesi di destinazione gli individui.

In secondo luogo la maggior parte di coloro che si avventurano in questi viaggi di fortuna sono privi di qualsiasi tipo di documento, quindi è impossibile stabilire un luogo specifico di orgine, e fuggono da situazioni disastrate e prive di qualsiasi futuro.

Inoltre, propio considerando la presenza di un’aspra crisi economica che mette a dura prova i nazionali (subendo le decisioni prese), l’ultima dichiarazione sembra quasi far fuori un pezzo di storia passata (e anche recente) italiana.

La memoria anche in questo caso assume un ruolo fondamentale; fra la fine del 1800 e gli inizi del 1900 circa 14 milioni di persone partirono dall’Italia, diretti in varie zone del mondo (soprattutto USA e America del Sud) sperando in un altro domani.

I nostri avi, soprattutto i meridionali, vengono descritti in una relazione dell’ Ispettorato per l’immigrazione del Congresso americano in questo modo: “Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.

In barba a cosa è stata (e cosa è, data la grande mole di ragazzi sparsi per il mondo) l’immigrazione per gli italiani, si tratta la situazione allo stesso modo in cui è stata subita.

Infine, il doppio messaggio politico sembra chiaro: da un lato si cerca di trovare un punto di incontro (scontro) con il restro d’Europa, proponendo misure alternative, e in parte si cerca di dare una spallata alla Lega Nord in tema di immigrazione.

Il progresso, lungi dal consentire il cambiamento, dipende dalla capacità di ricordare… Coloro che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo. (George Santayana)

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