Per “Il caffè di notte” di Van Gogh è finita la contesa?



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A contendersi Il caffè di notte, quadro dell’artista Vincent Van Gogh, la Yale University e Pierre Konowaloff. La corte d’appello si è pronunciata

La contesa di un’eredità, si sa, provoca sempre problemi. Quando poi si tratta di un quadro dal valore inestimabile, come Il caffè di notte del pittore olandese Vincent Van Gogh, la decisione è ancora più difficile da prendere.

Il 20 ottobre 2015 la corte d’appello newyorkese ha emesso la sentenza che in tanti aspettavano. I giudici hanno deciso che sarà l’Università di Yale a tenere il dipinto del 1888; così facendo ha respinto la denuncia avanzata da Pierre Konowaloff, pronipote di un collezionista d’arte russa che aveva acquistato il quadro. Uno dei pochi che Van Gogh riuscì a vendere prima del suicidio.

L'opera di Vincent Van Gogh "Il caffè di notte"L’azione legale dell’università di Yale, a cui l’opera fu donata nel 1961 da un alunno Stephen Clark Carlton, che la sua famiglia aveva acquistato dal governo di Mosca, è stata intrapresa per fare chiarezza sulla proprietà.

Un tempo Il caffè di notte di Van Gogh apparteneva a Ivan Morozov, un grande collezionista d’arte. Poi nel 1918, il governo rivoluzionario bolscevico russo espropriò le opere che facevano parte della sua collezione; tra queste c’era anche Il caffè di notte al centro della contesa tra Pierre Konowaloff e Yale.

Con l’ultima sentenza, l’opera resta ancora alla Yale University Art Gallery. Sarà questo l’ultimo atto della contesa per la proprietà dell’opera di Van Gogh?

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