Carola Rackete all’UE: “Dove eravate quando abbiamo chiesto aiuto?”



Sea Watch 3 Carola Rackete Matteo Salvini
Immagine da Pixabay

All’Europarlamento, la capitana della Sea-Watch dichiara: “Salvo vite umane, non migranti”. Salvini: “Applausi a lei sono offesa all’Italia”

La comandante della Sea-Watch, Carola Rackete, durante un’audizione al Parlamento Europeo sferza un duro attacco all’Europa e alla politica sull’immigrazione. La ragazza aveva forzato il blocco imposto dalla Guardia Costiera e durante la manovra di attracco si era quasi scontrata con una motovedetta della Guardia Di Finanza. Salvini, al tempo, si scagliò contro la tedesca accusandola di aver tentato di speronare i finanzieri.

Nessun Governo europeo si è preso la responsabilità dei 53 migranti, è stata una vergogna. L’unica risposta che ho avuto allora è stata da Tripoli, dove non potevo andare. In Europa, la culla dei diritti, nessun Governo voleva 53 migranti. È stata una vergogna. Le istituzioni mi hanno attaccata. Sono stata lasciata sola. I governi hanno eretto muri, come se sulla nave ci fosse la peste.” ha dichiarato la comandante.

Matteo Salvini, come prevedibile, non ci sta e rivendica il suo lavoro fatto da ministro e la sua linea dura con le ONG: “Non mi sognerei mai di applaudire una comandante che, dopo aver aspettato deliberatamente 15 giorni al largo di Lampedusa per scaricare a tutti i costi degli immigrati in Italia, ha addirittura speronato una motovedetta della Guardia di Finanza mettendo a rischio la vita delle donne e degli uomini in divisa.”

“Provo pena, imbarazzo e vergogna per chi ha applaudito Carola Rackete a Bruxelles. L’omaggio alla comandante della SeaWatch3 è un’offesa all’Italia.”
Queste le dichiarazioni a caldo del leader della Lega che conclude: “E nessuno ha ancora smentito la notizia dei tre presunti torturatori di immigrati caricati da Carola e scaricati nel nostro Paese, cioè in quell’Europa dove qualcuno batte le mani alle ong.” 

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