Riccardo Nencini
Screenshot Pagina ufficiale Facebook di Riccardo Nencini

Italia Viva con il suo 2% è l’ago della bilancia di un governo vacillante. Ma non tutti sono d’accordo con Renzi

Sono giorni frenetici questi che determineranno se il nostro paese potrà continuare a godere di una guida o se nel bel mezzo del caos l’Italia andrà al voto. Martedì è prevista la conta in parlamento per decretare se il governo guidato da Conte è ancora in grado di resistere. Da quando Italia Viva, con Renzi in prima fila, ha ritirato le proprie ministre dall’esecutivo, i cellulari di senatori e parlamentari continuano a squillare ininterrottamente. Se le compagnie telefoniche potessero parlare, ci direbbero che da destra a sinistra, da Nord a Sud, il governo sta cercando dei responsabili.

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I nomi dei responsabili di questa possibile caduta del governo li conosciamo bene, ma ora si cercano coloro che saranno disposti a trainare questo governo che perde pezzi da tutte le parti. Saranno da rintracciare nelle file del Gruppo Misto, ma anche dal partito di Berlusconi che da mesi ormai, lasciata l’arma da Cavaliere, sembra incitare ad un avvicinamento tra maggioranza e opposizione per il bene del paese.

Ma c’è un altro nome che imperversa in queste ore e che potrebbe lanciare una scialuppa di salvataggio a Conte e al suo governo. Il suo nome è Riccardo Nencini, legittimo detentore del glorioso e storico simbolo del Partito Socialista Italiano.

Riccardo Nencini: è lui il salvatore?

Riccardo Nencini è un politico italiano, presidente del consiglio nazionale del Partito Socialista Italiano ed è stato viceministro delle infrastrutture e dei trasporti dal 2014 al 2018. Nel 2019 permise tendendo la mano a Renzi la formazione di Italia Viva e la sua collocazione all’interno della maggioranza del Conte bis. Cosa significa?

Il regolamento del parlamento prevede che non si possano costituire nuovi gruppi se non ci si è presentati alle elezioni con quel nome e quel simbolo. La norma è stata introdotta per impedire la nascita di partiti virtuali di parlamentari provenienti da altri gruppi. Ed è stata aggirata nel settembre 2019 in occasione della nascita di Italia Viva: grazie al Garofano di Nencini è potuto nascere il gruppo di Italia Viva entrata poi a far parte del governo di maggioranza.

Dunque Renzi è un debitore di Nencini, ma adesso le carte sono cambiate. Solo nel 2019 Renzi ha voluto entrare nella maggioranza per poi decidere un anno dopo di volersene andare. Nencini è molto arrabbiato come ha riferito a Repubblica e ora tutti corrono da lui perché potrebbe essere il salvatore del governo portando con sè altri senatori e consentendo di raggiungere la maggioranza. Martedì sapremo se le opere di persuasione serviranno, sicuramente se Conte sopravvivrà a questa ulteriore crisi sarà costretto a contrattare parecchie cose.

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