Cieli neri, che non si scioglieranno nel ricordo



cieli neri

Cieli neri dei Bluvertigo. Brevità del testo e suggestioni musicali coronano un videoclip artistico, che “pensa” al delirio del dolore 

Cieli neri (1998) conquista fin dal primo ascolto. Un brano tratto dall’album Metallo non metallo, pubblicato nel 1997, è ammaliante, misterioso, catartico e doloroso. I Bluvertigo scrivono poche strofe, che incastrate nel ritornello ripetuto due volte, si disperdono nella densità musicale della canzone.

cieli neri Nella sua complessità, alcuni elementi possono indirizzarci verso un’analisi del brano, come: la struttura e i significati delle parole, la musica e la presenza del sinth, infine il videoclip. Ogni parte compone il senso di Cieli neri, innalzandola tra i migliori esprimenti del gruppo, quest’anno di nuovo insieme sul palco dell’Ariston.

L’istanza soggettiva, interpretata dall’inconfondibile voce di Morgan, alterna tempi verbali presenti a passati e futuri che esprimono la dimensione confusa, delirante, di un ricordo. La “zona” positiva del ricordo è rimasta però nel corpo e nell’anima dell’altro, mentre il soggetto che prova a dare forma al suo dolore, custodisce la tristezza. Quest’alternanza, in una struttura circolare, amplifica il valore che acquista nell’immanenza e nell’avvenire.

Scegli me fra i tuoi re

un vortice ci avvolgerà

ti prenderò, se mi vuoi

danzammo in due, lei se ne andò ed io ora

cieli neri Partendo dalla prima strofa, alcuni vocaboli possono stimolare una tra le chiavi di lettura possibili del brano: re, che rimanda immediatamente alla semantica del dominio e dell’autorità; il vortice, come movimento rapido e travolgente susseguirsi di azioni e idee; prendere, alludendo anche a un’azione energica e unilaterale, implicando il potere; danzare e andare invece evocano nostalgia di qualcosa che si è posseduto per un tempo troppo breve.

Il videoclip, importante supporto del brano, crea un meraviglioso mimo giapponese che nell’intro musicale è una veloce anticipazione dei fatti: una sorta di vorticosa rappresentazione che segue l’andamento della musica, definita futurista per l’impiego del sinth, strumento che rientra nel dimensione dell’elettronica, capace di “interpretare” i suoni medi tra gli alti e i bassi. La scelta dei Bluvertigo è così coraggiosa e di natura ontologica. La dimensione del soggetto che vive l’esperienza del ricordo doloroso, di questo delirio d’amore, è abbagliata dal sentimento di tristezza che pervade l’animo. Il tema musicale oscilla tra l’onirico e un inquieto procedere del suono, troppo lento rispetto alla brevità del testo: in fondo è l’estensione musicale che rende le parole profondamente radicate nel senso di una perdita imposta.

ho i ricordi chiusi in te

la tristezza dentro me

tra due mani, le mie

Nel ritornello predomina il tempo verbale al presente, definendo quindi il ricordo come una situazione attuale, che si nutre del poco passato vissuto verso una fugace proiezione nel futuro, tramutata in una chiusura tra ricordo e tristezza. Ricordare è infatti un richiamo alla memoria, la possibilità per rivivere ciò che si è perduto nel tempo.

di lacrime, poi si bagnò

il regno che ho chiesto a te, ed ora

Il regno, presente in questa seconda strofa, si collega al re che introduce la canzone: re e regno sono entrambi vocaboli che cieli neri vogliono sottolineare contesto e personalità dotati di una dignità tale da avere il controllo su un territorio e rispetto ad un insieme di persone. In Cieli neri il regno è la metafora più difficile da decodificare per comprendere il reale significato del dominio personificato dal soggetto, più o meno reale. L’autorità scaturisce da una richiesta espressa nella speranza di essere scelto: è bastato quel danzare insieme a stabilire il legame indissolubile tra le due mani che diventano una, l’unica rimasta a contemplare un ricordo.

Dal videoclip, che sprigiona una potenza comunicativa fortissima, e ausiliare di un testo criptico, i personaggi principali in scena sono su due livelli. Se il primo livello è rappresentato da un narratore della storia, il secondo invece mostra la giovane coppia perseguitata da regole interne a quel “regno”, in cui non sono accettate divagazioni: ecco perché vortice e prendere sono due dimensioni della sottomissione all’amore.

La danza mimica del videoclip esprime la violenza insita nel dolore di un rifiuto forzato da convenzioni sociali, da complotti interni e tabù. Tra i due avviene l’ultimo scambio: la condivisione della morte (non necessariamente fisica). Il ricordo rimane prigioniero in “te”, delegando all’altro la responsabilità di mantenere in vita, mentre la tristezza è la condizione esistenziale dell’io, narratore e soggetto del delirio.

I cieli sono neri, perché partecipi del dolore e dell’ingiustizia, del “martirio”. Non si scioglieranno più, come umana consapevolezza di un legame che da solido diventerà liquido, ma sarà fatto della stessa materia; non si scioglieranno più i ricordi che rappresentano quel legame, e ne limiterà la libertà.

ho i ricordi chiusi in te

la tristezza dentro me

tra due mani, le mie

sono i cieli neri che, io so

non si scioglieranno più.

Compenetrazione di strumenti reali ed elettronici, di brevità del testo e “rallenty” sonoro, di strofe che si rincorrono e ritornelli strazianti: Cieli neri dei Bluvertigo è la perfetta empatia tra pensiero e forma, all’interno di una costruzione artistica che crea l’idea del dolore.  

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