Il codice Leicester di Leonardo Da Vinci torna in Italia



LEONARDO

In occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci, il famoso codice Leicester torna nella sua città natale: Firenze

Il famoso codice Leicester torna a Firenze per i 500 anni dalla morte di Leonardo. Il prestito arriva direttamente da Bill Gates, che nel 1994 acquistò il manoscritto per oltre 30 milioni di dollari a un’asta di Christie’s. Il codice aveva avuto già un proprietario, il petroliere e collezionista d’arte statunitense Armand Hammer.

Il codice è costituito da 72 pagine e custodisce annotazioni sulla Gioconda, disegni e diagrammi. Il manoscritto è stato redatto tra il 1504 e il 1510. In quegli anni Firenze rappresentava un centro di attrazione per i migliori artisti, scienziati e letterati del Rinascimento. Qui, Leonardo lavorava al dipinto murale di Palazzo Vecchio; studiava l’anatomia umana dissezionando cadaveri; concepiva il progetto di far volare l’uomo.

All’interno del codice, in particolare, hanno molta importanza gli studi sull’acqua. Lo spunto iniziale fu preso, probabilmente, dall’Arno. Le correnti, la natura dei vortici e i loro processi di formazione furono oggetto di analisi per Leonardo. Per studiare la formazione dei rilievi terrestri e degli specchi d’acqua, l’artista fece esperimenti sulla luce della Luna. Inoltre, diede elementi che anticiparono invenzioni come il sottomarino e la maschera subacquea. Infine, Leonardo pensò anche a come rendere l’Arno navigabile da Firenze al mare.

Il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, ha spiegato che la mostra dedicata al codice rappresenta il punto di arrivo di un processo iniziato nel 2015. Allora il manoscritto fu esposto negli Stati Uniti al Minneapolis Institute of Arts“Il prezioso manoscritto documenta l’ossessione conoscitiva di Leonardo per l’elemento acqua”, ha affermato il curatore della mostra e direttore del Museo Galileo, Paolo Galluzzi. Poi ha continuato: “La mostra invita a compiere un viaggio in un tempo di visioni ardimentose, di progetti avveniristici, di manifestazioni del pensiero di inarrivabile genialità”.

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