Come è profondo il mare, “Il pensiero come l’oceano”

Lucio Dalla

Sono passati quarant’anni dall’uscita di Come è profondo il mare di Lucio Dalla. Questa sera, Leo Gassman la porterà sul palco di X Factor

Era il 1977 quando Com’è profondo il mare vide la luce. Il pezzo, contenuto nell’album omonimo, è solo un frammento dell’assoluto genio di Lucio Dalla. A fargli da cornice, canzoni che sono divenute cult: “Disperato erotico stomp“, Quale allegria” e molto altro.

Si tratta del primo disco di cui Lucio è autore anche dei testi. Questa scelta di rischiosa solitudine si rivela un successo: è la consacrazione ufficiale del talento del cantautore. Stasera, in occasione della semifinale, Leo Gassman la porterà sul palco di X Factor.

Contesto

L’ispirazione è tratta dalle isole Tremiti. Il testo, di oceanica profondità, è composto con vista mare. Il risultato è un manifesto dell’attualità dell’epoca, in grado di parlare al cuore dei deboli (“Siamo i gatti neri. Siamo i pessimisti. Siamo i cattivi pensieri”).

I toni sono tragici: “Non c’è più lavoro. Non c’è più decoro. Dio o chi per lui sta cercando di dividerci.” L’Italia è attraversata dalla piaga del terrorismo e la parole di Dalla suonano come un profetico avvertimento: nel marzo 1978, Aldo Moro e rapito ed ucciso. L’uomo è alle battute finali della civiltà, minata dalle lotte di classe: “Ma la terra gli fu portata via.
Fu scaraventato in un palazzo, in un fosso. Poi una storia di catene, bastonate”.

Se la carne è imprigionata, il pensiero può evadere, perché “è come l’oceano. Non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare“. Vibra il peso di un dramma collettivo: “Frattanto i pesci, dai quali discendiamo tutti, assistettero curiosi al dramma collettivo di questo mondo che a loro doveva sembrar cattivo. E cominciarono a pensare, nel loro grande mare”.

Testo

Siamo noi, siamo in tanti
Ci nascondiamo di notte
Per paura degli automobilisti
Dei linotipisti
Siamo i gatti neri
Siamo i pessimisti
Siamo i cattivi pensieri
E non abbiamo da mangiare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Babbo, che eri un gran cacciatore
Di quaglie e di fagiani
Caccia via queste mosche
Che non mi fanno dormire
Che mi fanno arrabbiare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

E’ inutile
Non c’è più lavoro
Non c’è più decoro
Dio o chi per lui
Sta cercando di dividerci
Di farci del male
Di farci annegare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Con la forza di un ricatto
L’uomo diventò qualcuno
Resuscitò anche i morti
Spalancò prigioni
Bloccò sei treni
Con relativi vagoni
Innalzò per un attimo il povero
Ad un ruolo difficile da mantenere
Poi lo lasciò cadere
A piangere e a urlare
Solo in mezzo al mare
Com’è profondo il mare

Poi da solo l’urlo
Diventò un tamburo
E il povero come un lampo
Nel cielo sicuro
Cominciò una guerra
Per conquistare
Quello scherzo di terra
Che il suo grande cuore
Doveva coltivare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Ma la terra
Gli fu portata via
Compresa quella rimasta addosso
Fu scaraventato
In un palazzo, in un fosso
Non ricordo bene
Poi una storia di catene
Bastonate
E chirurgia sperimentale
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Intanto un mistico
Forse un’aviatore
Inventò la commozione
E rimise d’accordo tutti
I belli con i brutti
Con qualche danno per i brutti
Che si videro consegnare
Un pezzo di specchio
Così da potersi guardare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Frattanto i pesci
Dai quali discendiamo tutti
Assistettero curiosi
Al dramma collettivo
Di questo mondo
Che a loro indubbiamente
Doveva sembrar cattivo
E cominciarono a pensare
Nel loro grande mare
Com’è profondo il mare
Nel loro grande mare
Com’è profondo il mare

E’ chiaro
Che il pensiero dà fastidio
Anche se chi pensa
E’ muto come un pesce
Anzi un pesce
E come pesce è difficile da bloccare
Perché lo protegge il mare
Com’è profondo il mare

Certo
Chi comanda
Non è disposto a fare distinzioni poetiche
Il pensiero come l’oceano
Non lo puoi bloccare
Non lo puoi recintare
Così stanno bruciando il mare
Così stanno uccidendo il mare
Così stanno umiliando il mare
Così stanno piegando il mare