23 Novembre 2017 - 14:56

Commissione UE, l’Italia migliora ma occorre agire sul debito

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Nonostante l’aumento del Pil registrato, il debito pubblico italiano continua a preoccupare la Commissione Europa, che chiede di agire

L’economia italiana, nonostante i miglioramenti incoraggianti, resta ancora sotto la media Ue. Certo, bisogna ancora aspettare per valutare a pieno gli effetti delle riforme strutturali, ma la causa principale di questa dinamica è l’enorme mole di debito pubblico. Questa, in breve, la lettura del vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis, che invita il Governo italiano ad adottare misure per far scendere il debito, anche approfittando della congiuntura migliore aiutata dalla Bce.

È pertanto “cruciale“, secondo le parole di Dombrovskis, che il governo adotti la manovra 2108 “senza annacquare le sue disposizioni principali, e che la sua attuazione venga garantita “in modo rigido per centrare uno sforzo strutturale di 0,3% del Pil”. A minacciare la riduzione del debito, gli “ancora alti livelli di debito pubblico e privato, alto livello di npl nel settore bancario“, tuttavia vengono riconosciuti i miglioramenti in materia di bilancio e i progressi nell’ambito delle “sfide nel mercato del lavoro come disoccupazione, specialmente giovanile“.

In realtà, dichiarazioni dello stesso tenore sono arrivate nelle scorse settimane dal commissario Jikri Katainen. Proprio quelle dichiarazioni, a Bruxelles, avevano sollevato più di una risposta dalla delegazione italiana al Parlamento, con Gianni Pitella (europarlamentare PD e capogruppo di Socialisti&Democratici) che aveva ribadito come i conti italiani non fossero motivo di preoccupazione per il Governo e per l’UE. I progressi dell’Italia avevano spinto il capogruppo socialista a vedere quella della Commissione come un’ingerenza, e si inseriscono nel contesto più ampio di critica al Fiscal Compact da tempo ingaggiato dalle sinistre in Europa.

Comunque, fonti del Ministero Economia e Finanza riferiscono che il governo è “fiducioso” in “dialogo costruttivo con la Commissione“, che possa fare luce sulle diverse posizioni “senza la necessità di ricorrere ad ulteriori interventi“. Ad ogni modo, ogni iniziativa della Commissione sarà presa a 2018 inoltrato, forse nell’ottica di non interferire nella campagna elettorale ormai alle porte.