truffa riciclaggio

La Guarda di Finanza sta eseguendo decine di arresti in seguito a episodi di corruzione e riciclaggio. Indagato un parlamentare, ecco chi è…

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La corruzione e il riciclaggio ad oggi sono ormai situazioni che si verificano quotidianamente. Per tale ragione che la GdF in questi giorni sta effettuando decine di perquisizioni disposte dalla procura di Roma e decine di misure cautelari ordinate dal Gip presso il Tribunale della Capitale.

I reati contestati sono :

  • associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale
  • corruzione e riciclaggio
  • truffa ai danni dello Stato e appropriazione indebita. 

Nell’inchiesta risulta indagato anche un parlamentare attualmente in carica. Si tratta di Antonio Marottaparlamentare del Nuovo Centrodestra, partito guidato dal ministro dell’Interno Angelino Alfano.

E’ un ex componente del Consiglio Superiore della magistratura, dal 2008 siede a Montecitorio tra i banchi dell’Udc prima, di Forza Italia poi, prima di seguire Alfano nell’avventura di Ncd.

Antonio Marotta che di professione fa l’avvocato, è accusato per presunti legami illeciti con il faccendiere al centro dell’inchiesta stessa. Il faccendiere di cui facciamo riferimento è  Raffaele Pizza, fratello di Giuseppe ex sottosegretario del governo Berlusconi e ora segretario nazionale della nuova Democrazia Cristiana.

corruzioneDurante l’inchiesta che è stata svolta dal Nucleo speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza si è riscontrato ed accertato l’utilizzo di un gran numero di fatture per operazioni inesistenti a favore di società ed enti su tutto il territorio nazionale, e di ricostruire l’operatività di una ramificata struttura affaristico-delinquenziale imperniata intorno a un consulente tributario e a un gran numero di società a lui riconducibili, che movimentavano grandi somme di denaro tra conti personali e aziendali.

Raffaele Pizza, secondo la guarda di finanza utilizzava uno studio collocato accanto al Parlamento, per ricevere denaro di provenienza illecita, occultarlo e smistarlo, avvalendosi anche della collaborazione del parlamentare indagato, il quale lo ha attivamente coadiuvato nelle attività di illecita intermediazione.

Per evitare eventuali controlli fiscali e agevolare così le pratiche di rimborso delle imposte, l’organizzazione criminale si avvaleva anche della collaborazione di due dipendenti infedeli dell’Agenzia delle Entrate di Roma, arrestati nel corso dell’operazione. Le perquisizioni si sono verificate in tutta Italia : il Lazio, la Lombardia, il Veneto, l’Emilia Romagna, la Toscana, le Marche, l’Umbria e la Campania.

In particolare, la magistratura romana ha emesso 24 ordinanze di custodia cautelare, di cui 12 in carcere e 12 agli arresti domiciliari, e cinque misure interdittive con obbligo di firma. È infine  in corso il sequestro preventivo di beni immobili, conti correnti e quote societarie per 1,2 milioni di euro.

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