Crisi di Governo: l’ultimatum di Conte e le possibili ipotesi

Conte dpcm zona bianca Governo

Il Governo è ad un passo dalla sua crisi, e Conte potrebbe presto dimettersi. Tutto si deciderà questa sera alle 21.30

C’è un ultimatum, una data che frulla in testa non solo agli italiani, ma soprattutto a tutti i membri effettivi del Governo. Stiamo parlando del 13 Novembre. Infatti, entro domani si saprà se l’esecutivo è dentro o fuori. Bisognerà, però, aspettare il Consiglio dei Ministri di questa sera alle 21.30 per sapere se tutto si risolverà in modo definitivo oppure se si riuscirà a trovare una soluzione. La crisi di Governo sembra uno scenario vivido. Movimento 5 Stelle, PD e Italia Viva, attualmente, sono appesi a un filo.

La crisi al buio è uno spettro che, pian piano, si sta concretizzando sempre di più nelle menti degli interpreti governativi. L’intesa sul Recovery Plan sarà fondamentale per capire come l’Italia si muoverà dal punto di vista politico e se ci sarà ancora spazio per evitare una crisi che, a questo punto, sembra inevitabile. Matteo Renzi, dal canto suo, ha già espresso il suo aut-aut, e sembra che non ci sia margine di manovra per evitare una crisi che, d’altronde, sembrava si stesse rimandando già da tanto. A questo punto, però, le consultazioni per un Conte-ter potrebbero essere rapidissime, in modo da non lasciare il Paese scoperto.

Sono ore decisive. Il Governo corre contro il tempo e il rimpasto sembra sempre più probabile. Alcuni ministri potrebbero lasciare spazio ad altri e servirebbe riorganizzarsi in fretta, dato che il Paese non può permettersi di aspettare in una situazione simile. La crisi di Governo potrebbe servire, nonostante tutto, a colmare alcuni vuoti che questo Governo aveva lasciato in sospeso.

La nascita del Conte-ter e il fattore chiave di Forza Italia

La nascita di un nuovo Governo non è assolutamente un’utopia, dunque. Anzi, Giuseppe Conte si ritroverebbe a fare da premier nuovamente ad un esecutivo totalmente nuovo, che potrebbe avere il suo punto di forza maggiore proprio nella discesa in campo di Forza Italia. Il partito di Silvio Berlusconi rappresenterebbe la variabile X, quella in grado di spostare gli equilibri e di designare un futuro ben delineato, con scenari però completamente nuovi. In questo caso, il partito di centrodestra potrebbe mettersi a fare da terzo o quarto incomodo. Nel caso in cui Italia Viva venga meno, infatti, il Governo avrebbe l’appoggio della parte liberale della destra, favorita in particolare da rapporti passati con il Partito Democratico.

A quel punto, si profilerebbe un Conte-ter. Una cosa assolutamente inedita, dato che Mattarella cambierebbe tre Governi di fila senza però cambiarne il premier. La verità, però, è che le strade principali, ad ora, restano due: dimettersi senza passare dal Parlamento, oppure affrontare l’Aula e scegliere se arrivare o meno a un voto. Una dimissione da parte di Conte eviterebbe la magica “conta” del Senato, in modo da non lasciare campo sguarnito all’avanzata delle destre e da contenere le mire della Lega e di Fratelli D’Italia. La strategia potrebbe portare effettivamente a controllare quella che sarebbe una crisi disastrosa, dato il momento storico che si sta vivendo.

E, da parte del Movimento 5 Stelle, c’è chi ancora tenta di trovare un’intesa per scongiurare scenari apocalittici. Stiamo parlando di Luigi Di Maio, che attacca il tentativo di crisi definendolo “inspiegabile” e “poco interessante sia per gli italiani che per l’estero”. Queste, intanto, sono le ultime ore disponibili per fare il salto definitivo e prepararsi alla convivenza. Il Governo è chiamato ad una prova di responsabilità non da poco, e deve farla senza condizioni, non pensando a giochetti di potere che potrebbero solamente infastidire i cittadini e stoppare la ripresa di una nazione dilaniata dal Coronavirus.