Cuba, Obama all’ombra dell’ultimo sole



Obama a Cuba
Obama a Cuba

Può lasciare sorpresi, sbigottiti, forse anche attoniti: questa foto rappresenta la storicità di questi intensi giorni per la politica internazionale. Si tratta della visita ufficiale di Barack Obama, primo Presidente USA a visitare, dopo 88 anni, l’isola di Cuba liberata dalla Rivoluzione Socialista del 1959: alle sue spalle domina Plaza de la Revoluciòn la gigantografia di Ernesto “Che” Guevara, lo storico “Comandante”

A Cuba la visita ufficiale di Barack Obama ha il sapore di un evento di portata storica. L’incontro con Raùl Castro è stato salutato da tutti i politologi come l’incontro del “disgelo“: esso ha sancito la definitiva vittoria del popolo cubano contro l’embargo economico imposto dal colosso a stelle e strisce.

Sono qui per seppellire la Guerra Fredda: facciamo il viaggio insieme. Continuerò a combattere perchè il Congresso metta fine all’embargo economico” queste le parole di Obama durante il suo secondo giorno trascorso a Cuba. 

“Lei lo sa quanti sono i diritti umani identificati dalle organizzazioni internazionali? 61. Lo sa quanti paesi li rispettano tutti? Lo sa? Glielo dico io: nessuno.Cuba di questi 61 ne rispetta 47. Altri molti meno.  Noi ad esempio rispettiamo i diritti umani del garantire la salute a tutti quanti, così come l’istruzione libera e gratuita. Lei trova giusto che una donna guadagni meno di un uomo? Non è anche questo un diritto umano? Potrei farle molti esempi di paesi che non rispettano questi diritti. Venire qui a parlare di prigionieri politici e di diritti umani non è proprio giusto, è scorretto” queste sono invece le dure parole utilizzate da Raùl Castro, fratello minore del Lidèr Maximò Fidel e attuale Presidente di Cuba.
Perchè ha senso analizzare questo incontro storico alla luce di queste due affermazioni?
Il popolo cubano, tramite anche il suo Governo socialista, dal 1959 ad oggi è riuscito a raggiungere mirabili traguardi in campi della ricerca scientifica, dell’istruzione ed accesso ai saperi per tutti e soprattutto nel campo della medicina. Basti pensare che Cuba ha il livello di mortalità infantile più basso del suo continente, primato che condivide con il Canada.
E’ importante ricordare che l’embargo economico ai danni dell’isola socialista è costato al popolo quasi 121.000.000.000 di dollari. Una cifra esorbitante.
Ma può, uno stato socialista come Cuba scendere a patti con gli USA, definiti da sempre il nemico numero uno, solo e unicamente per un secondo fine economico? No di certo, l’incontro ufficiale e lo sbarco di Obama a Cuba è figlio non sole di lunghe ed estenuanti trattative operate anche da Papa Francesco quando visitò l’isola, ma anche della volontà del presidente USA di liberare la base di Guantanamo.
Guantanamo e fine dell’embargo, per ora è solo Cuba a guadagnarci, ciò che dovrà evitare Raul Castro sarà passare da un’abbraccio amorevole ad una stretta di morte con l’eterno rivale.
In tutto questo però, Fidel Castro non ha rilasciato dichiarazioni, nonostante Obama avesse espresso la volontà di incontrarlo.
Intanto sul web in queste ore appare una storica profezia del 1973 lanciata dal Lidèr Maximò: “Gli Stati Uniti dialogheranno con noi quando avranno un presidente nero e quando ci sarà un Papa latinoamericano”.

Leggi anche