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Immagine da Pixabay

Uno scienziato ha gettato nuova luce sulle origini del “mistero abominevole” di Charles Darwin. Il famoso naturalista era ossessionato dalla domanda su come si fossero evolute le prime piante da fiore

Lo sviluppo delle piante da fiore rappresentava un vero e proprio enigma per Charles Darwin, al punto da portare il naturalista a definirlo “un mistero abominevole“. Darwin temeva che questa inspiegabile incognita avrebbe minato le sue teorie sull’evoluzione. Uno scienziato rivale, infatti, a quei tempi insisteva nel sostenere un intervento divino proprio nella crescita delle piante angiosperme.

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La definizione “abominable mystery” fu coniata nel 1879 in una lettera scritta dal noto naturalista al suo più caro amico, botanico ed esploratore Dr. Joseph Hooker. Il mistero era incentrato sull’ascesa della famiglia di piante che producono fiori e portano i loro semi nei frutti.
Le piante da fiore sono apparse sulla Terra all’improvviso nel Cretaceo (circa 100 milioni di anni fa) e relativamente di recente su una scala temporale geologica; poi si sono rapidamente diversificate in un’esplosione di colore e forme. Ad oggi costituiscono la stragrande maggioranza di tutte le piante viventi conosciute, dalle querce ai fiori selvatici e alle ninfee.

Darwin era profondamente infastidito dalla rapidità in cui le piante da fiore hanno “invaso” il mondo, mentre altri grandi gruppi – come i mammiferi – si sono evoluti gradualmente. Questo evento entrerebbe infatti in netta contraddizione con un fattore essenziale della selezione naturale: “Natura non facit saltum” (La natura non fa salti). Perciò, lo scienziato ipotizzò che le piante da fiore potessero essersi evolute su un’isola o un continente ancora da scoprire.

Gli ultimi indizi

Nella biblioteca dei Royal Botanic Gardens, a Kew, il professor Buggs si è imbattuto nella ristampa di una conferenza del 1876 del botanico scozzese William Carruthers, che fornisce un nuovo contesto al pensiero di Darwin. Sembra infatti che proprio Carruthers stesse usando l’abominevole mistero per lanciare un attacco all’evoluzione, affermando che Dio avesse creato le angiosperme nel Cretaceo.

Il reale problema, però, era che le tesi che Carruthers portava avanti sulla documentazione fossile erano in realtà molto difficili da spiegare in termini di evoluzione. Fu questo che spinse Darwin a coniare l’iconica definizione. “Il mistero era per Darwin ciò che l’ultimo teorema di Fermat era per il matematico del XVII secolo Pierre de Fermat“, ha affermato Buggs.

Ad oggi, centoquarant’anni dopo, il mistero è ancora irrisolto, nonostante gli innumerevoli progressi nella nostra comprensione dell’evoluzione e nella nostra conoscenza della documentazione fossile.

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