Ddl legalizzazione cannabis
Ddl legalizzazione cannabis

Il Ddl legalizzazione cannabis approda alla Camera ma mette subito in crisi la maggioranza di governo. Cosa verrà privilegiato nella decisione finale, lo sguardo al futuro o la protezione dello “status quo”?

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Il termine zona cesarini viene usato per indicare i minuti conclusivi di un evento sportivo con particolare riferimento al calcio.

Il nome deriva dalla mezzala juventina Renato Cesarini che negli anni trenta si distinse per la sua capacità di segnare goal importanti nei minuti finali di una partita.

Ddl legalizzazione cannabis
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Proprio come la mezzala bianconera, dopo la storica giornata di ieri che ha aperto il Parlamento alla discussione sul Ddl legalizzazione cannabis, anche l’attuale Governo si trova ad affrontare una situazione da “rete al 90°”, che permetterebbe di salvare tanto il Ddl quanto la maggioranza, o “occasione mancata”, che spaccherebbe la fragile maggioranza relativa.

La proposta dell’intergruppo capeggiato da Benedetto Della Vedova (ex Radicali italiani, ora Scelta Civica) ha messo, e non poco, in difficoltà l’intero gruppo capeggiato dal Pd che ora si trova ad affrontare una delle scelte più difficili della sua storia politica.

In questa specifica situazione, con le “barricate” alzate soprattutto dagli alleati di Ap (con Lupi e la Binetti in prima fila), il rischio che corre la nostra nazione è quello di vivere una nuova stagione, fondata sul “compromesso all’italiana”, simile a quella vissuta con il Ddl Cirinnà.

Infatti, in base alle dichiarazioni espresse ieri dai vari gruppi, Renzi&co si trovano di fronte ad un interrogativo specifico: guardare al futuro e approvare la base della legge o salvare la maggioranza?

La risposta a questa domanda, dati anche i precedenti, sembra quasi scontata e le premesse per arrivare ad una “mediazione”, che in sostanza non accontenta nessuno, ci sono.

Pur avendo la possibilità di passare l’esame Montecitorio,  il Ddl legalizzazione cannabis non avrebbe alcuna possibilità in Senato, a causa anche delle possibili “rimostranze” da parte dei “gruppi minoritari” della maggioranza, e qualora riuscisse a superare anche questo ostacolo risulterebbe, come le unioni civili, totalmente “snaturato” nel testo e nell’applicazione.

La situazione culturale attuale, nonostante l’enorme passo compiuto attraverso la discussione alla Camera dei Deputati, difficilmente permetterà di compiere ulteriori “rivoluzioni legislative” e, nonostante la richiesta a più voci, la legalizzazione rischia di subire l’ennesimo “dirottamento” all’italiana in nome di una presunta morale(?).

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