decreto Sostegni bis

Il decreto Sostegni bis da spazio ai giovani, ma con delle remore. Incentivi per i giovani su mutui ed esenzioni, ma tenendo d’occhio l’Isee

Leggere modifiche sul decreto presentato alla Camera lo scorso 26 aprile, ma il decreto Sostegni bis rimane con un focus sui giovani. Mario Draghi apporta qualche modifica al decreto, con specifiche su imposta di registro e mutuo: ‘Imposta di registro e sul mutuo sono state cancellate, e questo vale per tutti i giovani fino a 36 anni‘. Importante in questo caso, il reddito Isee, il vero ago della bilancia: ‘Per quelli meno abbienti, con un Isee fino a 40mila euro, c’è anche la garanzia dello Stato sull’esposizione bancaria‘, specifica il premier.

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La soglia Isee

La bozza del decreto fa riferimento all’Isee anche nel caso di esenzione dalle imposte di registro, ipotecaria e catastale sulla compravendita, così come dall’imposta sostitutiva sul mutuo, per cui è necessario un reddito basso. Novità anche sulla garanzia pubblica, già esistente, ma che con il decreto Sostegni bis passa dal 50% all’80%, pur sempre tenendo l’Isee sotto la soglia richiesta.

Un requisito che non passa inosservato quello del reddito, proprio perché rappresenta un’aggiunta, una piccola modifica a un decreto che fino a pochi giorni fa non lo contemplava. Sintomo di un’intensa riflessione a porte chiuse, un punto che ha fatto è stato discusso più volte a Montecitorio, con una bozza iniziale che fissa l’Isee massimo a 30mila, poi successivamente modificata a 40mila. Un parametro valido per tutti, senza limiti, solo il credito d’imposta di importo pari all’iva versata dal costruttore, proprio per incentivare il mondo dell’edilizia, che attualmente gode del Superbonus 110%. Nota dolente, invece, riguarda il dimezzamento degli onorari notarili, scomparsi nella nuova bozza del decreto.

Fondo “salvagente”

L’obiettivo del nuovo decreto bis sarebbe quello di dare l’opportunità, soprattutto ai giovani, di richiedere un mutuo per la prima casa. Questa è la funzione svolta dal fondo di garanzia mutui, attualmente gestito dalla società pubblica Consap, già presente nel 2013 e poi rinnovato nel 2019. Dunque, nel caso il mutuatario sia impossibilitato nel pagamento delle rate, subentra il Fondo. Una sorta di “salvagente”, pensato per incentivare gli istituti di credito a finanziare persone, molto spesso giovani, che altrimenti non avrebbero alcuna possibilità, perché sprovvisti dei requisiti fondamentali.

Proprio sui requisiti però, ci sono state modifiche e cambiamenti nel corso del tempo, ma attualmente, il nuovo decreto non presenta limitazioni. Chiunque può, infatti, chiedere la garanzia pubblica fino al 50% della quota capitale su mutui fino a 250mila per l’acquisto della prima abitazione (sempre che non si tratti di abitazioni di lusso come ville), ma anche per ristrutturazioni necessarie. Tra i primi in lista in termini di priorità, le giovani coppie sposate o conviventi, con almeno uno dei due partner sotto i 35 anni, ma anche genitori sigle e under 35 con un rapporto di lavoro atipico.

Decreto Sostegni bis: cosa cambia?

Il decreto Sostegni aumenta di 290 milioni, rispetto ai 160 disponibili fino a oggi, le dotazioni del fondo, ciò significa che la terza categoria prioritaria viene modificata, eliminando il riferimento al lavoro atipico e aumentando di un anno l’età. Inoltre, secondo il terzo comma dell’articolo 63, la misura massima della garanzia concessa dal fondo alle categorie prioritarie aumenta all’80%. Il requisito primario però, diventa il reddito basso, con Isee al di sotto dei 40mila euro e con data di acquisto entro il 30 giugno 2022.

Per riassumere, il decreto Sostegni bis contempla esenzioni fiscali, pur sempre limitate da un Isee basso, annullamento di imposte di registro, ipotecarie e catastali, insieme allo stop dell’imposta sostitutiva sul mutuo e alle tasse sulle concessioni governative, per appartamenti fino a 250mila euro. L’unica imposta di registro contemplata per la prima abitazione è del 2% del prezzo o del valore catastale.

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