Derby e giovani con un tecnico di categoria

VarieDerby e giovani con un tecnico di categoria

Attento osservatore da anni dei settori giovanili, mister Antonio Foglia Manzillo, lo abbiamo incontrato nel corso del derby campano tra Napoli e Avellino Primavera, poi concluso 7 a 2

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Ex allenatore della Juve Stabia Primavera, nella sua esperienza stabiese seppe regalare tante soddisfazioni al settore giovanile delle “Vespe”. Alle primissime esperienze, non da poco i pareggi allora imposti in casa della Roma e della Lazio.

P.D.: “Mister cosa ci può dire in merito a questo derby Primavera?”

Mister A. F. M.: “Il risultato parla da solo. Un sette a due è un punteggio che lo si vede raramente. C’è troppa differenza tra le due squadre, di organico, di qualità. L’Avellino ha opposto quello che poteva fino a quando il Napoli è andato in vantaggio. Da quel momento in poi, il Napoli ha dilagato e da quel momento si è vista la netta differenza. Il Napoli è una squadra importante. Il Napoli quanto conta, batte la Lazio, batte la Roma, va a vincere a Bari. È una squadra che, secondo me, se riesce a raggiungere i play-off, può essere veramente una mina vagante. Per quanto riguarda l’Avellino, la classifica parla da sola. In questo caso la società deve fare molto di più, perché quello Primavera è veramente un campionato importante”.

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L’ex tecnico della Juve Stabia Primavera

P. D.: “Lei che ha un’eccellente preparazione accompagnata dall’esperienza fatta sui campi, può darci un’indicazione per accorciare le distanze tra i settori giovanili con la prima squadra?”

Mister A. F. M.: “Diciamo che in questa direzione si sono ben delineate due correnti di pensiero, che io personalmente ritengo ugualmente valide. Nella prima corrente, c’è chi sostiene di far giocare i primavera direttamente in Lega-Pro, magari senza fare classifica. La seconda corrente è invece chi sostiene la multi-proprietà. Vale a dire presidenti che potrebbero acquistare società di Lega-Pro proprio per far giocare i propri tesserati. Queste le ritengo due buonissime soluzioni. Quello più difficile da realizzare è il fatto di passare dalla teoria alla pratica perché penso che una delle suindicate soluzioni possa essere l’unico rimedio per far crescere i nostri giovani. Anche oggi abbiamo visto una partita a ritmi molto blandi. Il calcio dei grandi è un’altra cosa. Per cui, non dico che questi ragazzi stanno buttando via un anno, parlo in generale su tutti i gironi, ma ci siamo quasi. Ripeto, il calcio dei grandi si gioca a una velocità quatto-cinque volte a quella vista oggi”.

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De Rossi e la sua Roma Primavera

P. D.: “Ieri la Roma ha perso la semifinale di Youth League con il Chelsea. Secondo Lei questo divario esiste anche con i settori giovanili Europei?”

Mister A. F.M.: “Se parliamo della gara di ieri, io l’ho vista e non mi è parsa una così grossa differenza. Anzi fino a quando è stata in partita la Roma ha fatto vedere buone cose. La Roma poi ha perso la partita per alcune distrazioni individuali, ma la Roma ha pur raggiunto una semifinale è mi sembra non sia una cosa di poco conto. Quindi io credo che sotto il profilo qualitativo, noi non abbiamo nulla da invidiare alle squadre giovanili europee. Magari loro hanno un’organizzazione superiore, strutture migliori, anche una cultura migliore da questo punto di vista, ma la cosa più importante è che molti di questi ragazzi fuori dall’Italia, giochino già da tempo in grandi campionati. Se si facesse questo anche in Italia, io penso che la vittoria italiana, fatta in Youth dall’Inter di Stramaccioni, non resterebbe più unica”.

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Pasquale D'Aniellohttp://zon.it
Pasquale D’Aniello, giornalista, nato a Sant’Antonio Abate in provincia di Napoli. Da sempre appassionato di calcio con alcune esperienze dilettantistiche sul campo e sulla panchina. Autore nel 2012 del Libro: "Scugnizzeria agli Albori di un Successo"​ e premiato a Gallipoli nel 2015 (Torneo Internazionale che assegna il Trofeo Caroli Hotels), quale miglior giornalista del calcio giovanile. L'approccio con il calcio giovanile dilettantistico e professionistico da qualche decennio, ha fatto maturare in me nuove convinzioni ed intravedere nuovi orizzonti. "​ Il calcio è educazione, è economia, è uno dei modi di essere società"​. Tutto questo mi ha portato ad essere un "Cronista del calcio giovanile Campano"​, con il fine ultimo di far comprendere che questo Sport deve essere una sana sfida per misurare l'estro calcistico e nulla ha, che possa riguardare il fanatismo e qualsiasi altra devianza che provoca rancore anche a pochi metri di distanza tra i vari campi di calcio. La fortuna poi, di incontrare tantissimi professionisti legati a questo mondo, ha fatto il resto...

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Updated on 20 September 2021 - 10:00 10:00