13 Agosto 2018 - 14:56

Dubai, liberata la turista che ha bevuto vino sull’aereo

Dubai: Ellie Holman

Dubai: la turista svedese arrestata per aver bevuto vino è stata rilasciata e ha ricevuto le scuse da parte del Governo

Dubai – Ellie Holman è il nome della turista svedese che è stata arrestata per aver bevuto del vino. La bevanda le era stata offerta sul volo dopo aver pranzato, ma arrivata in aeroporto è stata fermata e poi arrestata insieme alla figlia Bibi di 4 anni. 

La donna ha dichiarato di essere stata rinchiusa per giorni in una piccola cella “maleodorante” di un carcere emiratino. La procura di Dubai ad oggi “ha deciso di far cadere le accuse e di rimpatriare” la Holman. La dentista del Kent, libera di tornare a casa, ancora non ci crede: era già pronta a subire un processo e una condanna.

Il caso

La storia era iniziata lo scorso 13 luglio, quando la donna è stata fermata in aeroporto da un funzionario dell’immigrazione. Avevano trovato un visto scaduto e dopo un diverbio tra i due, le era stato chiesto se avesse assunto alcolici. Alla risposta affermativa, è emerso che nel Paese arabo è severamente vietato bere: è illegale avere alcool nel sangue. La Holman allora è stata segnalata, poi sottoposta alle analisi del sangue e arrestata.

L’11 agosto, secondo il Daily Mail, la povera dentista avrebbe ricevuto le scuse dal governo di Dubai. Le sue dichiarazioni: “Quando ho ricevuto una chiamata che mi diceva che lasciavano cadere le accuse, ero sotto shock. Mi era stato detto di prepararmi ad un lungo soggiorno a Dubai e ad una condanna”. Le scuse le ha ricevute “per conto del funzionario dell’immigrazione che ha costretto me e Bibi a vivere tutto questo. Mi sono sentita sollevata. Non ho mai infranto la legge nella mia vita e anche questa volta non l’avrei fatto se avessi saputo che bere un bicchiere di vino non era permesso.”

La nota ufficiale e la chiusura del fatto

Il caso ora è stato ufficialmente chiuso per il documento scaduto. Secondo le ricostruzioni il documento era scaduto lo scorso 10 giugno e che la giovane avrebbe dovuto ottenere un visto provvisorio di 96 ore per poter entrare nello stato. Nella nota del funzionario però si legge che la signora Holman a questo puntoha rifiutato con rabbia di pagare le spese necessarie per il rilascio del visto e ha insultato verbalmente l’ufficiale dell’immigrazione e l’ha fotografato con il suo telefono”. Filmare i funzionari pubblici, però non è permesso e ha portato l’autorità a “un reclamo legale contro la donna con l’accusa di aver insultato e fotografato un funzionario di governo al valico della frontiera e in un’area di sicurezza”.

Continuando nella nota ufficiale risulta che la donna e sua figlia sono rimaste nell’ufficio della sicurezza aeroportuale per un giorno e per giunta assistite. La Holman invece ha dichiarato di essere stata rinchiusa per tre giorni in una cella e senza alcun tipo di assistenza.

L’associazione che ha preso in carico il caso ha dichiarato al Sunday Times che la dottoressa e sua figlia hanno tutto il diritto al risarcimento per la loro sofferenza. Accogliamo con favore l’intervento del governo di Dubai per archiviare il caso contro di lei. Una risposta appropriata per ciò che la donna e sua figlia hanno sofferto”.