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Boris Johnson vaccina 27 inglesi ogni secondo. Il successo di una campagna di vaccinazione che mette in imbarazzo l’Europa

Credete nella fatalità? Nel gioco della vita che mescolando le carte riesce a mettere ordine al caos? Che ci crediate o no, solo un anno fa Boris Johnson era il leader europeo più schernito del momento. Neanche Salvini è riuscito a fare tanto. Johnson era uno dei leader che sminuiva la potenza del virus, che guardava con disprezzo i lockdown europei, che sosteneva fermamente nell’immunità di gregge per uscire dall’incubo. E poi quella frase che ancora riecheggia di “prepararsi a perdere i propri cari” come se non ci fosse alternativa. E poi il cambio di rotta. Boris Johnson si contagia e si prepara alla battaglia.

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A solo un anno, il Regno Unito è il paese che sta attuando una politica di somministrazione dei vaccini da fare invidia al mondo intero. Solo Israele ha saputo fare meglio. 27 inglesi vaccinati ogni secondo: questo è il numero impressionante che registra il Regno unito per in totale di 800 mila inglesi al giorno, contro i poco più di 900 mila Europei, tutti i paesi dell’Unione Europea. Assurdo e incomprensibile. Eppure Boris Johnson vola in alto e punta a soli due obiettivi: riaprire alla vita per il 21 Giugno e vaccinare tutti gli adulti entro fine Luglio. E ci sta riuscendo. Come?

Il piano dei vaccini

Londra ha più vaccini rispetto all’Europa non per avidità e capitalismo, come lo stesso Boris si era lasciato sfuggire in una conferenza per poi ritrattare, ma semplicemente perché ha stipulato contratti migliori. E se ripensate al fato, al caos e all’ordine, il Regno Unito è riuscito a ufficializzare la Brexit proprio poco prima di rimanere intrappolata in una pandemia con la ex moglie Europa. Boris Johnson ha battuto Von der Leyen nelle trattative con le case farmaceutiche e ora ne trae i benefici. Si aggiunga la situazione causata dalla sospensione di AstraZeneca in Francia, Italia, Germania e Spagna, mai supportato dall’Ema che ha fatto perdere giorni importanti, e il gioco è fatto. L’Europa perde e si trova, ancora una volta, impreparata.

Ma un altro punto è importante: il piano organizzativo del Regno Unito è impeccabile.

Esercito e volontari per le iniezioni 

Trovati i vaccini, per non gravare su medici ed infermieri degli ospedali, già sotto intenso carico di lavoro, il governo Johnson ha introdotto un nuovo protocollo nazionale che consente la somministrazione delle dosi anche da parte di personale non medico. Nhs è partito con un massiccio programma di reclutamento e formazione di 80mila volontari maggiorenni, di ogni genere e professione, servendosi di GoodSam App per la registrazione online, e in collaborazione con altre organizzazioni senza fini di lucro come la St John Ambulance. Nella missione vaccinazione sono entrate in campo anche le forze armate e la marina militare britannica, sia per la logistica che per fare le iniezioni.

Nove categorie di soggetti con priorità

La redazione dell’ordine per le immunizzazione è stata affidata ad un apposito comitato medico scientifico, il Joint Committee on Vaccination and Immunisation (JCVI) che seguendo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della sanità ha strutturato un calendario chiaro e preciso, partendo da anziani, soggetti vulnerabili e personale socio-sanitario, scendendo poi per fasce d’età. Ma le liste sono scorse in fretta, grazie alla mossa azzardata (ma a quanto pare vincente) del governo britannico che ha allargato l’intervallo tra i due richiami di 12 settimane per massimizzare i soggetti immunizzati con la prima dose, e minimizzare i tempi.

Vaccini somministrati anche in farmacia

Sette mega centri di vaccinazione, 200 ospedali e 800 ambulatori dei medici di base. L’immunizzazione è partita da lì e se non bastasse sono stati aggiunti poi teatri, stadi, luoghi di culto tra cui moschee e addirittura la Cattedrale di Salisbury, e gli autobus rossi a due piani. Ci sono circa 1500 siti per le vaccinazioni in Inghilterra, 1100 in Scozia, 295 in Galles e 328 in Irlanda del Nord. Secondo il governo britannico ogni inglese ha a disposizione un centro di vaccinazione nel raggio di 16 chilometri e chi vive nelle aree rurali è servito da unità mobili.

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