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Elezioni USA 2020: ecco tutti i meccanismi del sistema elettorale americano che nominerà il nuovo presidente d’America

Le elezioni per scegliere il nuovo presidente degli USA sono sotto i riflettori dell’opinione pubblica. Dovunque c’è grande tensione per la tornata elettorale. Il risultato elettorale infatti non solo scriverà una nuova pagina della storia americana, ma contribuirà soprattutto a modellare i rapporti tra gli Stati Uniti e i principali attori mondiali. I due candidati da mesi si sono sfidati in comizi e dibattiti, ma oggi la sfida è arrivata alla resa dei conti.

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Decine di milioni di americani hanno già espresso il loro voto. Quest’anno, a causa della pandemia, si è allargata la base degli elettori che hanno espresso la propria votazione per posta, sistema già largamente consolidato negli USA. Ma come funziona davvero il sistema elettorale in America?

Il voto dei grandi elettori

L’elezione del presidente in America è indiretta. Sono infatti i cosiddetti grandi elettori, a loro volta eletti dai cittadini, ad eleggere il presidente. Nelle attuali elezioni dunque il popolo sarà chiamato anche a votare per rinnovare tutti i 435 seggi della Camera e un terzo del Senato, ovvero 35 seggi. Saranno quindi i cittadini a delineare la maggioranza del Congresso che andrà a scegliere il futuro presidente. È infatti questa la base di legittimità popolare dietro all’elezione del presidente.

In questo senso i candidati devono conquistare tanto il consenso della popolazione quanto quello dei grandi elettori. Il voto di questi ultimi è fondamentale e nella storia ha riservato parecchi colpi di scena. Nel 2016 infatti l’inaspettata sconfitta di Hillary Clinton fu dovuta proprio al voto dei grandi elettori. In tutto gli “electors” sono 538, per accaparrarsi la vittoria occorre dunque avere il voto favorevole di 270 membri del Congresso, la metà più uno.

La regola del “winner takes all”

Il sistema elettorale degli USA abbraccia la regola del sistema maggioritario secco, anche denominato “winner takes all”. Quindi il candidato che prende più voti in un solo Stato sceglierà i grandi elettori di quello stato che potranno così confermare la sua elezione. I membri del congresso votano in segreto e possono assegnare il proprio voto a chiunque, anche se di solito preferiscono il candidato che li ha designati. Anche se nella storia delle elezioni americane non sono manati i tradimenti dei grandi elettori. Nel 1976 un grande elettore repubblicano, infatti, invece di votare per Gerald Ford, votò per Reagan.

Così il primo mercoledì dopo il secondo lunedì di dicembre si insedieranno i grandi elettori per eleggere il futuro presidente. Il presidente degli Stati Uniti si insedierà dunque il 20 Gennaio dell’anno successivo a mezzogiorno, dopo aver prestato giuramento di fronte al Presidente della Corte Suprema degli Stati Uniti.

 

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