Esselunga, aperto il testamento di Bernardo Caprotti



bernardo caprotti

Bernardo Caprotti, fondatore della catena dei supermercati Esselunga, lascia la maggioranza del suo patrimonio a sua figlia Marina e a sua moglie Giuliana Albera

Le ultime volontà dell’imprenditore scomparso da pochi giorni sul futuro di Esselunga sono ben chiare,  la moglie Giuliana Albera insieme alla figlia Marina possiederanno il 66,7 per cento dell’intero capitale. A loro spetterà il compito di amministrare un impero da 7,3 miliardi di euro di fatturato e 290 milioni di utile con un valore di circa 6 miliardi.

Per quanto riguarda gli immobili della Villata, la moglie avrà il 32,5 per cento, che unito al 22,5 per cento di Marina, significa comandare sul 55 per cento, con Giuseppe e Violetta ( gli altri due figli di Caprotti) a dividersi il restante 45 per cento.

A Giuseppe e Violetta Caprotti, avuti dal primo matrimonio di Mr Esselunga, resta invece il 15 per cento ciascuno del colosso. I due, estromessi dall’azienda di famiglia, da tempo sono impegnati in una battaglia giudiziaria che, probabilmente, continuerà nei mesi futuri.

Caprotti, inoltre, nel suo testamento ha lasciato alla sua fedele segretaria Germana Chiodi, il 50 per cento dei risparmi di una vita, depositati sul conto corrente. Il restante 50 per cento sarà diviso tra i 5 nipoti, i tre figli del primogenito Giuseppe Caprotti e i due figli del fratello minore Claudio Capriotti.

Attualmente è stato nominato presidente Piergaetano Marchetti, ed è stata congelata la decisione di vendere i supermarkets Esselunga.

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