Euro 2016, girone C: la Nord Irlanda fa l’impresa



euro 2016
Gareth McAuley: suo il primo goal nord-irlandese agli europei (guardian.co.uk)

Euro 2016, seconda giornata Girone C: miracolo Irlanda del Nord, 2-0 all’Ucraina. Germania e Polonia non si fanno male: 0-0

Giornata di grandi emozioni e sorprese a Euro 2016. Il Gruppo C dopo la seconda tornata ha preso una fisionomia ben definita: l’Irlanda del Nord fa l’impresa battendo 2-0 l’Ucraina e avanza concrete pretese per il ripescaggio delle migliori terze. Le due capofila, Germania e Polonia, si accontentano dello 0-0 e proseguono a braccetto in vetta alla classifica. Dai gialloblù ucraini arriva il primo verdetto: è eliminazione aritmetica.

UCRAINA-IRLANDA DEL NORD 0-2

L’Irlanda del Nord fa la storia, conquistando il primo successo agli Europei. La vittima dei verdi dell’Ulster è l’Ucraina di Fomenko, bella e perdente contro la Germania e solo perdente contro i britannici. La nazionale di O’Neill si prende una soddisfazione enorme e rende più che concreta la possibilità di avere ben tre nazionali britanniche (e occhio all’Irlanda, che britannica resta per filiazione calcistica e linguistica) agli ottavi. Gli inventori del calcio stanno tornando protagonisti a Euro 2016. L’unica nota stonata la morte di un altro tifoso del Green&White Army (il secondo dall’inizio di Euro 2016). Parrebbe ancora per una caduta dovuta all’ubriachezza.

Primo tempo che esprime poco o niente dal punto di vista delle occasioni: il 4-2-3-1 di Fomenko, col tris all’asso Yarmolenko-Kovalenko-Konoplyanka alle spalle di Seleznyov, è predisposto per un’intensa circolazione di palla, resa però sterile dall’intensità quasi asfissiante dell’Irlanda del Nord, che con il suo 4-5-1 chiude tutti gli spazi, lasciando il solo Washington (sostituto di Lafferty) a portar la croce lì davanti. Sul piede dell’ex postino capita al 13′ una buona occasione, ma la sua conclusione è facile preda di Pyatov. L’Ucraina non riesce a cambiar ritmo alla partita, grazie al pressing di Davis, Norwood ed Evans, che porta alla Northern Ireland un’altra occasione: al 34′ Catchart colpisce di testa da azione d’angolo, ma non centra il bersaglio.

Gli sforzi dei ragazzi di O’Neill vengono premiati al pronti-via della ripresa: punizione dai 35 metri su cui si avventa McAuley, che spedisce alle spalle di Pyatov in tuffo. Nemmeno l’interruzione per l’improvvisa grandinata riesce a far cambiar volto all’Ucraina, che alla ripresa delle operazioni ci prova con Kovalenko da fuori, ma il suo tiro non impensierisce McGovern. E’ la resa degli est-europei, che al 96′ iniziano già a chiudere le valigie per il pronto ritorno in patria: McGinn sfrutta un batti e ribatti in area e punisce l’intervento difettoso di Pyatov. Martedì O’Neill e suoi si giocheranno contro la Germania la possibilità di mettere il loro marchio a fuoco sulla storia del calcio europeo, per regalare una gioia a tutti i tifosi, soprattutto ai due che ci hanno rimesso la vita.

GERMANIA-POLONIA 0-0

Lewandowski e Boateng: compagni nel Bayern, rivali a Euro 2016 (bild.de)
Lewandowski e Boateng: compagni nel Bayern, rivali a Euro 2016 (bild.de)

Arriva al settimo giorno di gare il primo pari a reti bianche di Euro 2016, in una delle partite da cui era lecito aspettarsi goal e spettacolo. Germania e Polonia si accontentano del punticino per rimanere abbracciate in vetta al gruppo B e far fuori l’Ucraina con i crismi dell’aritmetica. I campioni del mondo fanno un passo importante in avanti verso gli ottavi, ma confermano altresì il momento di involuzione tecnica che già si intuiva dalla prima partita. Lenta, farraginosa e a corto di sbocchi offensivi, la Germania di Loew ringrazia la scarsa vena di Milik, che in due occasioni grazia Neuer. La Polonia di Nawalka, al netto degli errori di finalizzazione, si conferma realtà interessante, capace di sfruttare un classico 4-4-2 per valorizzare la spinta sulle fasce e innescare le punte. Tra le due, è di certo quella che ne esce meglio.

Primo tempo da sbadigli, sugli spati e in tv. Il 4-2-3-1 della Germania controlla in possesso palla con Kroos e Khedira, ma il quartetto di mezze punte/finti centravanti Draxler-Ozil-Muller-Goetze non attacca mai la profondità, finendo per creare inutili ingorghi sulla trequarti. Non aiuta la staticità degli altrettanto finti terzini Howedes e Hector, bloccati in difesa. L’unico sussulto è della Polonia (solida al centro con Krychowiak e Maczynski) e viene dall’uomo più atteso: Lewandowski non riesce ad approfittare del buco di Hummels, rientrante al posto di Mustafi.

La ripresa, ai punti, se la aggiudica la Polonia, che ha il demerito di non aver concretizzato le opportunità. A pochi giri d’orologio, Grosicki mette una palla d’oro per Milik, che manca l’appuntamento col colpo di testa a mezzo metro da Neuer. E’ il campanello d’allarme per la Germania (che si aggrappa alle conclusioni velleitarie di Ozil e Goetze) e la scossa per la Polonia. Nawalka getta nella mischia il talento di Kapustka, mentre Loew cambia volto ad un attacco senza identità, inserendo Schurrle e Gomez al posto di Draxler e Goetze, portando più al centro anche Muller. Ma l’ultima occasione è di marca polacca: ancora Milik si divora il goal-vittoria, ciccando al centro dell’area l’intervento sul cross  di Grosicki. Finisce senza reti, l’unico dato positivo per una Germania che fa decisamente meno paura.

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