Euro 2020, Uefa
Fonte immagine: Profilo Twitter Uefa.com

La UEFA studia un piano tutto suo per permettere che Euro 2020 si svolga in totale sicurezza per i calciatori e per gli spettatori

In attesa di scoprire la rosa degli stadi che ospiteranno le partite di Euro 2020, la questione covid rimane centrale nella mente degli organizzatori.

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Il 19 aprile sapremo con certezza se gli ultimi stadi in bilico, tra cui anche l’Olimpico di Roma, avranno le carte in regola per poter far parte della kermesse continentale. Concluso questo passaggio partirà il vero e proprio countdown verso la partita inaugurale tra Italia e Turchia.

Mancano esattamente due mesi allo start e la questione più spinosa resta senza dubbio la variabile covid, sia per i calciatori, che in una competizione così breve non avrebbero modo di recuperare da un’eventuale positività, sia per gli spettatori che accederanno agli impianti per godersi (finalmente!) lo spettacolo.

L’ultimo “valzer” delle nazionali ha dimostrato, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che il pericolo è ancora concreto e il caso dell’Italia potrebbe aver fatto scuola. Ai piani alti, quindi, si è giunti ad una conclusione: per svolgere Euro 2020 in sicurezza bisogna prevenire in ogni modo possibile che il virus circoli all’interno dei ritiri delle 24 nazionali partecipanti.

Al prossimo europeo parteciperanno circa 600 calciatori e la UEFA, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, sta pensando di introdurre la vaccinazione obbligatoria per ognuno di loro. Un cambio di passo essenziale per poter portare al termine una competizione già rinviata lo scorso anno e che ora è minacciata dal medesimo problema.

In campo e sugli spalti saranno tutti vaccinati e/o immunizzati, questo è il diktat imposto dalla UEFA. Due mesi per trovare una soluzione con un unico e solo obbiettivo: l’Europeo “s’ha da fare“!

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