Eyes Wide, Tongue Tied – i The Fratellis tornano con un album più intimo



Eyes Wide, Tongue Tied

Eyes Wide, Tongue Tied è il quarto album in studio del gruppo indie rock scozzese The Fratellis

Il gruppo indie rock scozzese The Fratellis, capeggiato da Jon Fratelli, è tornato sulla scena musicale con il quarto album in studio Eyes Wide, Tongue Tied.

Pubblicato lo scorso 21 Agosto per la casa discografica Cooking Vinyl ed anticipato dal singolo “Me and the Devil”, il nuovo album presenta qualche elemento di continuità con i precedenti non solo per il sound di alcune canzoni, ma anche per la scelta della produzione ricaduta su Tony Hoffer (già produttore nel 2006 del loro album d’esordio, nonché grande successo, “Costello Music” e, nel 2011, dell’album da solista di Jon Fratelli, “Psycho Jukebox”).

Definito dallo stesso cantante come “l’album più semplice che abbiamo mai fatto“, Eyes Wide, Tongue Tied rappresenta, in realtà, il lavoro artisticamente più maturo del trio scozzese. Lo scenario dell’album resta sempre quello caro ai The Fratellis, carico di energia e con l’anima divertente tipica dei brani come “Henrietta” e “Chelsea Dagger”, ma la vera novità sta nei toni più caldi e malinconici, quasi drammatici che si insinuano qua e là per tutto l’album.

Le undici tracce dell’album ripercorrono e fanno riferimento a vari generi musicali e artisti, senza oscurare quello che è stato il sound tipico del gruppo. Vediamo infatti l’alternarsi di un pezzo come “Me and the Devil”, che fa presagire la scelta di un mood più rallentato per l’album con “Baby Don’t  You Lie To Me”, che sembra avere l’opposta intenzione. Si passa poi dall’influenza di Stevie Wonder in “Dogtown” a quella degli Oasis in “Impostors (Little by little)”, per non parlare del divario tra i temi più romantici di “Desperate Guy” e della ballata “Slow” e quello più goliardico di “Too Much Wine” o all’inclinazione dance di “Thief”.

È proprio questa fusione tra i ritmi scanzonati e grintosi a cui ci avevano abituati e i brani più lenti e delicati che rende Eyes Wide, Tongue Tied un album completo, dalle melodie orecchiabili e accattivanti grazie anche alle varie influenze che vanno dal garage rock e rockabilly ai generi folk e country, dagli Oasis a Stevie Wonder  e così via.

Nella versione deluxe, Eyes Wide, Tongue Tied, acquista una marcia in più per la presenza delle versioni acustiche di cinque brani, che rendono l’atmosfera ancora più intima e personale di quanto già non fosse, e per l’aggiunta di altri tre brani: “Boy Scout to the End“, “Down the Road and Back… Again” e “Medusa in Chains” (dal quale è stato tratto il titolo dell’album).

Volendo tirare le somme, l’album è orecchiabile con la stessa semplicità con cui è stato composto e scommetto che gli amanti del genere quando lo ascolteranno avranno la stessa reazione che Jon Fratelli, in un’intervista, ha affermato di aver avuto:

Quando abbiamo ascoltato i pezzi mixati mi ricordo che sorridevo irrefrenabilmente. È la stessa sensazione che ho quando vedo mio figlio, che suona la batteria ed è completamente, totalmente ossessionato con la musica.

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