Fassina

Stefano Fassina con Civati e Sel lancia un nuovo Partito Politico alla Convention: “Scuola, lavoro, democrazia. Futuro a sinistra”. Lo scopo è riunificare la sinistra e battere Renzi

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Stefano Fassina, subito dopo aver lasciato il PD, si lancia nella sua prima iniziativa pubblica, al Teatro Palladium a Roma gli intolleranti al PD scaldano i motori. Ci sono gli stati generali della Sinistra italiana, tutto esaurito in quel di Roma. Tra i big si registrano i nomi di Stefano Fassina. E poi ex Pd come Pippo Civati e Sergio Cofferati; il filosofo Michele Prospero; Alfredo D’Attore e Vincenzo Vita ancora nelle fila del Partito del Premier; per SEL c’è il coordinatore nazionale Nicola Fratoianni e il Capogruppo alla Camera Arturo Scotto insieme a Massimiliano Smeriglio e Marco Furfaro. In sala c’è anche il leader di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero.

Non si nasconde Fassina, “siamo qui per fare un partito politico!“. L’ambizione è quella di costruire un partito che dovrebbe sfidare il Premier Renzi alle prossime elezioni politiche, ma come banco di prova ci sono già le amministrative 2016 con città di primissimo piano che vanno al voto come Napoli e Milano e con la Capitale che è sempre più in bilico.

Nel suo intervento Fassina cita Edoardo Bennato e la celebre canzone “L’isola che non c’è“. “E ti prendono in giro se continui a cercarla ma non darti per vinto perché, chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di… noi!” – e poi l’ex viceministro da la stoccata a Renzi– “Stiamo costruendo un partito di governo che mette insieme la sinistra vera. Quella alternativa a Renzi, che di sinistra non ha nulla“.

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Il portavoce di Syriza in Italia, Nikolaos Arghiropoulos afferma :”Mi sono sentito di famiglia, siamo tra compagni“, Il filosofo Michele Prospero sentenzia: “Il dopo Renzi è già iniziato dopo le amministrative. In Emilia è avvenuta la fine di quell’equivoco chiamato Pd“, poi prendendo in prestito le parole di Marx aggiunge: “il termine partito non mi spaventa. Anzi, come diceva Marx, il primo dovere della classe operaia è costituirsi in partito di sinistra e di popolo. Quindi, ridare una verniciata di rosso alla politica italiana è un’operazione attuale e possibile“.

Nicola Fratoianni parla senza mezzi termini: ” Non vogliamo l’ennesima lista della sinistra a ridosso delle elezioni, vogliamo costruire un soggetto politico della sinistra che stia sui territori, sviluppi capacità di governo innovativo, e provi a cambiare davvero il Paese, nel segno dell’equità e della giustizia sociale. E’ il momento di dare risposte a quelle piazze che hanno manifestato il proprio dissenso ai provvedimenti liberisti del governo sul lavoro e sulla scuola pubblica.

Insomma la sinistra italiana, con la valigia già pronta per Atene, per sostenere il No al referendum, sembra far fronte comune contro il leader del PD, a cui si vuole strappare lo scettro di primo partito della sinistra. Progetto ambizioso e difficile, ma con Syriza e Podemos nel cuore tutti iniziano a crederci, ma c’è chi non dimentica le tante, inutili, scissioni a sinistra e della fallimentare esperienza della Sinistra Arcobaleno. Il Tempo è Galantuomo.

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