Fertility day vs Fertility fake: tra proposte e polemiche.



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La ministra Beatrice Lorenzin indice la tavola Rotonda che darà il via al fertility day ed è subito polemica.

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Mentre la Ministra della Salute Beatrice Lorenzin mette in moto la campagna “fertility Day” che promuove la sensibilizzazione al problema dell’infertilità, si mettono in moto anche le prime proteste.

Secondo i dati del Censis, il numero dei bambini nati in Italia è il più basso registrato dall’Unità d’Italia (485.780)  e le mamme italiane sono le più “vecchie” di tutta Europa. L’età media del primo parto è 30,7 anni.

Secondo la Ministra, il vero scopo del fertility day è la sensibilizzazione soprattutto dei giovani ai problemi dell’infertilità e delle malattie sessualmente trasmesse. I giovani infatti non si sottopongono quasi mai a controlli approfonditi e non sono coscienti dei rischi che da questo scaturiscono.

Nei giorni precedenti, forti sono state le polemiche nei confronti dei manifesti del #fertilityday, ma la ministra si è giustificata dicendo che lei si occupa solo della campagna e non della comunicazione. I manifesti rappresentavano una clessidra, la stessa presente sui cartelloni di chi, in tutta Italia, è sceso a manifestare contro questa campagna.

I manifestanti del #fertilityfake esibivano scritte come “#siamoinattesa di diritti, welfare, ambiente sano e adozioni per le coppie omosessuali”, spiegando a gran voce che la mancanza di figli non è solo dovuta all’infertilità, ma anche a un mancato sostegno economico da parte dello stato e soprattutto a mancanze di strutture adeguate.

A fine giornata i manifestanti hanno chiesto le dimissioni della ministra che continua a denunciare non solo la mancanza di natalità, ma anche alcuni comportamenti “a rischio” da parte delle donne come alcol, droga, eccessiva dedizione al lavoro…

Si parla di una campagna che, ai più, sembra fortemente sessista e sembra non avere molte speranze di riuscita.

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