14 Settembre 2015 - 15:06

Festival dell’Oriente: cronache del 1° weekend

Festival dell'oriente

Napoli: Festival dell’Oriente alla Mostra d’Oltremare. Qui i visitatori hanno potuto immergersi nelle culture e tradizioni del continente asiatico

[ads1]

Napoli, Mostra d’Oltremare. “Sayonara”, “Ni Hao”, “Namaste”… la capitale partenopea per un intero weekend mette da parte il proprio caratteristico idioma, per fare spazio alle lingue di una Babilonia orientale. Stiamo parlando del Festival dell’Oriente, svoltosi a Napoli da venerdì 11 a domenica 13 settembre.

L’esotico Festival dell’Oriente è stato ospitato per la prima volta nel parco polifunzionale d’Oltremare. Qui i visitatori hanno potuto immergersi, dalle undici del mattino fino a mezzanotte inoltrata, nelle culture e nelle tradizioni del continente asiatico.

Distribuito in cinque padiglioni, con due sale per conferenze e workshop, il Festival dell’Oriente ha permesso, alle migliaia di visitatori (che nemmeno lo sciopero nazionale delle Ferrovie dello Stato ha fermato), di partecipare alle cerimonie tradizionali, agli spettacoli folkloristici e di prendere parte ai banchetti dei vari paesi. Quale ragazza, amante dell’oriente, non ha almeno una volta desiderato di indossare un tipico kimono giapponese? Chi tra i ragazzi non ha aspettato una occasione del genere per assistere alla danza del ventre “made in Medio Oriente” o di vedere una compagnia di ragazze indiane ballare la danza del cinema indiano, il così detto Bollywood?

Ma il Festival dell’Oriente è stato molto altro ancora: l’arte del Suiseki, pietre adagiate su un basamento di legno, raffiguranti la morfologia di un paesaggio o di un oggetto (un busto ad esempio), le quali favoriscono la meditazione; l’arte del Bonsai, attraverso la quale è possibile creare miniature di alberi; la Danza del Drago, antico escamotage usato per continuare gli allenamenti di arti marziali in un periodo nel quale queste furono vietate; mostre fotografiche, dalle foto a colori a quelle in bianco e nero, dalle cacofonia di luci di Pechino alla quiete di Tokyo, dai paesaggi medio orientali al disastro del terremoto in Nepal; le arti marziali (spesso primo sinonimo di oriente), dal Kendo all’Aikido, dal Muay Thai al Gatka, con la possibilità di provare in prima persona alcune tecniche sul tatami.

Festival dell'orienteLe cose da vedere sono tante e il tempo scorre velocemente, ma fortunatamente vi è anche la possibilità di fare una pausa e approcciarsi alla cucina tipica del paese che più ci aggrada o di fare spese presso gli stand commerciali, letteralmente zeppi di oggetti tipici dell’area geografica di provenienza.

In tale composto marasma, vi è anche l’opportunità di soffermarsi alla meditazione e di entrare in uno stato d’animo più profondo. Il visitatore, infatti, nel padiglione benessere, ha avuto la possibilità di provare, talvolta gratuitamente, talvolta a pagamento, le pratiche dello Yoga, i massaggi, le terapie tradizionali o quelle olistiche, considerando sé stesso come il risultato di spirito, mente, emozioni e corpo.

Sabato 12 settembre, si è svolta per la prima volta a Napoli, l’Holi Festival. Una festa religiosa induista, nella quale si celebra la vittoria del bene sul male, l’amore e l’incontro con gli altri, tutto ciò a suon di musica e a colpi di pigmenti colorati.

Insomma, questo weekend è ormai trascorso, ma i ritardatari saranno felici di sapere che anche per il prossimo fine settimana (dal 18 al 20 settembre) Pulcinella farà spazio alle bambole Kokeshi giapponesi, alle riproduzioni dei soldati dell’esercito di terracotta cinesi e alla statua del Buddha tanto venerata dai monaci Shaolin, per aprire le porte del Festival dell’Oriente agli appassionati del genere. Per maggiori informazioni cliccare qui.

[ads2]