14 Luglio 2026 - 17:43

Svolta al TAR: Casa di Stefano resta aperta, via libera all’attività della Fondazione Genovese a Bodio Lomnago

genovese

Svolta positiva per la Fondazione Laura e Alberto Genovese nella vicenda amministrativa di Bodio Lomnago.

Si conclude con una decisione favorevole alla Fondazione Laura e Alberto Genovese il contenzioso amministrativo relativo a Casa di Stefano, la comunità residenziale nata a Bodio Lomnago per sostenere persone impegnate in percorsi di recupero dalle dipendenze.

Il Tar della Lombardia ha accolto il ricorso presentato dalla fondazione contro il provvedimento emesso dal Comune, stabilendo che la struttura può continuare a svolgere regolarmente la propria attività.

La sentenza rappresenta un passaggio importante per il futuro del progetto, al centro del dibattito locale fin dalla sua apertura.

Le ragioni della decisione

Secondo i giudici amministrativi, la comunità non può essere equiparata a una struttura sanitaria tradizionale. L’attività svolta è infatti finalizzata principalmente al supporto educativo e al reinserimento sociale degli ospiti.

Il Tar ha inoltre evidenziato come l’utilizzo dell’immobile non produca effetti urbanistici incompatibili con la destinazione residenziale dell’area.

Una valutazione che ha portato all’annullamento del provvedimento impugnato dalla fondazione.

Un progetto dedicato al recupero delle persone fragili

Casa di Stefano è stata concepita come una realtà capace di offrire accoglienza e sostegno a persone che stanno affrontando percorsi complessi di uscita dalle dipendenze.

La struttura propone un approccio centrato sulla persona, favorendo la ricostruzione dell’autonomia individuale attraverso attività quotidiane e percorsi di responsabilizzazione.

L’obiettivo non è soltanto il recupero personale, ma anche la creazione delle condizioni necessarie per un reinserimento stabile nella società e nel mondo del lavoro.

Verifiche positive da parte degli enti competenti

Nel corso dell’iter amministrativo sono stati effettuati controlli da parte di Ats Insubria, che hanno confermato la conformità della struttura rispetto alle attività svolte.

Le verifiche hanno evidenziato la coerenza del progetto con le finalità dichiarate dalla fondazione, rafforzando ulteriormente la posizione dell’ente nel procedimento davanti ai giudici amministrativi.

La visione della Fondazione Laura e Alberto Genovese

La Fondazione Laura e Alberto Genovese opera con l’obiettivo di promuovere iniziative a favore delle persone in condizioni di vulnerabilità sociale.

Attraverso programmi dedicati all’assistenza, all’inclusione e al recupero, l’ente punta a costruire percorsi concreti di sostegno per chi affronta momenti di particolare difficoltà.

Casa di Stefano rappresenta uno dei principali progetti sviluppati dalla fondazione e nasce dalla convinzione che ogni persona debba avere la possibilità di ricostruire il proprio percorso di vita attraverso strumenti adeguati e un supporto qualificato.

Alberto Genovese e il sostegno ai progetti sociali

Alberto Genovese, 49 anni, ha dedicato il suo impegno alla creazione di percorsi di rinascita e supporto sociale. Nel settembre 2022, insieme alla sorella Laura, ha dato vita alla Fondazione, rinominata nel 2023 “Fondazione Laura e Alberto Genovese”, con l’obiettivo di fornire assistenza gratuita alle famiglie colpite da problemi di tossicodipendenza. La Fondazione promuove studi e ricerche per sviluppare approcci innovativi nel contrasto alle dipendenze, mettendo al centro il benessere delle persone. Attualmente, la “Casa di Stefano” rappresenta il cuore operativo di questa missione, offrendo accoglienza e un percorso condiviso a chi desidera riprendere in mano la propria vita. Il progetto prosegue con l’obiettivo di creare luoghi di ascolto e ripartenza per chi attraversa momenti di fragilità.

Una sentenza che rafforza il progetto

La pronuncia del Tar rappresenta un risultato significativo per la Fondazione Laura e Alberto Genovese e per l’intero progetto di Casa di Stefano.

In attesa di eventuali ulteriori sviluppi, la comunità può continuare il proprio lavoro sul territorio, proseguendo l’attività di accoglienza e accompagnamento.