Giovanili Avellino, la parola al direttore De Vito



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Dir. De Vito

Cordiale colloquio con il direttore dell’Avellino, De Vito, che ci racconta il nuovo corso delle giovanili biancoverdi

Fermi quasi tutti i campionati giovanili nel week-end 10 e 11 ottobre 2015, abbiamo colto l’occasione per parlare del settore giovanile  dell’Avellino Calcio. Difatti la società Irpina, per il campionato 2015/16 ha cambiato la sua fisionomia organizzativa e logistica.

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Gennaro Iezzo Primavera Av-2015-16.

Il 5 agosto scorso, alla presenza del sindaco di Lacedonia, Mario Rizzi, del presidente dell’U.S. Avellino, Walter Taccone, del direttore sportivo Enzo De Vito e delle autorità locali, si è avuta l’inaugurazione e benedizione del convitto di Lacedonia dove alloggiano i calciatori del settore giovanile biancoverde. Circa 150 sono gli atleti-ragazzi presso la struttura ai confini con la Puglia , che vanno a  comporre le rispettive rose di categoria.

Nella settimana successiva, che ha visto la primavera di mister Gennaro Iezzo, raccogliere un buon pareggio contro la Roma di De Rossi, abbiamo avvicinato il Direttore De Vito Enzo. A lui, che ha voluto fortemente questo progetto, abbiamo chiesto qualche notizia in più su questa nuova avventura dei giovani calciatori dell’Avellino calcio.

P.D.:Direttore come mai una località così lontana da Avellino (circa 80 Km.) per le  giovanili da Lei coordinate?

Dir. De Vito:Abbiamo gettato le basi per una programmazione che va dai tre ai cinque anni.  La scelta di Lacedonia non è casuale: vogliamo far crescere i nostri ragazzi in modo che si concentrino sul calcio e sullo studio senza distrazioni. Siamo stati accolti in maniera eccellente in tutto e per tutto con un notevole supporto morale che non ho ravvisato nelle altre città in cui finora ho operato. Con queste garanzie, il presidente Walter Taccone non ha esitato ad optare per questa nuova sede. Spero di ricambiare la sua fiducia!

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Il Direttore Enzo De Vito giovanili Avellino.

P.D.:Abbiamo seguito insieme l’ultima gara primavera con la Roma. Buon pareggio e nel finale si poteva addirittura vencere?

Dir. De Vito:È stata una gara di carattere dei ragazzi di mister Iezzo! Certo la Roma ha un grandissimo blasone in tutte le sue categorie. Noi abbiamo fatto tutto quello che c’era da fare, sfruttando al meglio le nostre caratteristiche. Abbiamo contenuto in modo egregio per tutta la gara e, si fosse concretizzata quella occasione avuta negli ultimi minuti …ma il pareggio ottenuto è un buon viatico per il morale e per la crescita dei ragazzi!”

P.D.:Diverso ritmo e diversa mentalità, rispetto alla primavera degli anni addietro?

Dir. De Vito:La nostra concezione è quella di un settore giovanile come serbatoio di talenti per la prima squadra. Il nostro obiettivo è quello di far crescere i ragazzi e farli debuttare nell’Avellino. Ai miei tempi nelle giovanili come tecnico ho avuto  Del Gaudio. Lui questo ci ripeteva : crescere, crescere. crescere per arrivare un giorno in prima squadra. Da un po’ di tempo ad Avellino si è perso di vista il vivaio. Noi siamo partiti da zero cercando di compiere un passo in più  rispetto ad ieri!  Nelle varie rose ci sono calciatori di tutte le nazionalità: americani, coreani, spagnoli, ciprioti, albanesi e rumeni, tutti tecnicamente validi”.

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Avellino Roma terminata 0 – 0.

P.D.:Questo però mortifica i giovani della nostra terra, quella campana?

Dir. De Vito:Assolutamente no! Perché il nostro occhio è attento anche ai nostri ragazzi. Ovviamente ragazzi talentuosi e con la voglia di emergere. Sì, perché i nostri ragazzi, parlo di quelli italiani, forse hanno già tutto ma gli manca la cosa più importante. La fame di farsi strada con il lavoro e l’applicazione. Gli stranieri invece arrivano qui da noi con una fame che è diversa da quella nostra. Loro sono più propensi al sacrificio, alle rinunce. E questo li porta a raccogliere meglio e prima di tanti nostri ragazzi sebbene in possesso di migliori potenzialità”.

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Pasquale D’Aniello, giornalista, nato a Sant’Antonio Abate in provincia di Napoli. Da sempre appassionato di calcio con alcune esperienze dilettantistiche sul campo e sulla panchina. Autore nel 2012 del Libro: "Scugnizzeria agli Albori di un Successo"​ e premiato a Gallipoli nel 2015 (Torneo Internazionale che assegna il Trofeo Caroli Hotels), quale miglior giornalista del calcio giovanile. L'approccio con il calcio giovanile dilettantistico e professionistico da qualche decennio, ha fatto maturare in me nuove convinzioni ed intravedere nuovi orizzonti. "​ Il calcio è educazione, è economia, è uno dei modi di essere società"​. Tutto questo mi ha portato ad essere un "Cronista del calcio giovanile Campano"​, con il fine ultimo di far comprendere che questo Sport deve essere una sana sfida per misurare l'estro calcistico e nulla ha, che possa riguardare il fanatismo e qualsiasi altra devianza che provoca rancore anche a pochi metri di distanza tra i vari campi di calcio. La fortuna poi, di incontrare tantissimi professionisti legati a questo mondo, ha fatto il resto...