Con gli episodi 11 e 12 si è conclusa ieri sera Gomorra 3, che ha segnato la fine della parabola di due amatissimi personaggi. Quale futuro per la serie senza di loro?

Sarà il nervoso susseguirsi di giorni e notti che caratterizzano l’episodio 11, sarà la fotografia algida di Ivan Casalgrandi, ma per tutta la durata del finale di stagione di Gomorra 3, ti porti addosso la sensazione che qualcosa di grosso stia per succedere.

Un addio in grande stile, magari sorprendente come quello che lo scorso anno ha visto protagonista Don Pietro Savastano (Fortunato Cerlino) era stato messo in conto dai numerosissimi estimatori della serie tratta dal romanzo di Roberto Saviano, ma scoprire di dover rinunciare a due personaggi colonna del racconto è decisamente al di sopra delle più catastrofiche aspettative.

Gomorra 3, la serata degli addii: Cristina Donadio non sarà più Scianel

L’episodio numero 11, diretto da Francesca Comencini, è tutto un negoziato, in cui la merce di scambio preferita sono le persone, ed è solo la degna preparazione di un finale di stagione che assomiglia ad un tavolo verde sparigliato: le alleanze si sovvertono, la fiducia è un pericolo.

Lo sa bene Scianel, che passa a miglior vita per mano di Patrizia; colei che aveva creduto “più di una sorella” ora le sbatte in faccia tutta la sua rabbia, la sua verità sorda come un colpo di pistola.

La Donadio ha raccontato questa mattina, a “La Repubblica” il suo dopo Gomorra, tra teatro e cinema, dove a Gennaio sarà tra i protagonisti de L’eroe, opera prima di Cristiano Anania, insieme a Salvatore Esposito, Genny.

Gomorra 3, “L’Immortale è morto”: Marco D’Amore riparte dalla danza

Se ci sarà una quarta stagione di Gomorra, sicuramente questa dovrà fare a meno di Ciro Di Marzio, la cui morte è il cliffhanger che ha concluso il terzo capitolo.

È cresciuto Marco D’Amore, da quando nel 2012, prestava il volto a Cecio nella fiction “Benvenuti a tavola”. In una delle, pochissime, interviste che aveva rilasciato sul suo impegno in quel lavoro, aveva lasciato trapelare l’esistenza di un copione che, se fosse andato in porto, avrebbe rappresentato un punto di svolta per la sua carriera. Col senno di poi, possiamo dire che quel progetto era senz’altro Gomorra, che non ha lanciato un grande attore, ha solo avuto il merito di farcelo conoscere un pò di più.

Nel “dopo-Gomorra” di Marco, ora c’è la serata speciale con Roberto Bolle, prevista per il primo dell’anno su Raiuno, ed un progetto internazionale su cui però non è dato sapere di più.

Rimaniamo in paziente e silente attesa, finora ha portato bene.